
Il Home Office ha confermato che la tariffa per l’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) del Regno Unito aumenterà da £16 a £20 “nelle prossime settimane”, mentre il permesso digitale passerà dalla fase di lancio soft all’applicazione completa il 25 febbraio 2026. L’annuncio, riportato per la prima volta il 30 gennaio dal portale di viaggi d’affari TravellingForBusiness, arriva mentre compagnie aeree, operatori di traghetti e ferrovie iniziano i test finali dei sistemi per i controlli ‘no-permission-no-travel’.
1. Cosa cambia – Introdotta in versione beta nel 2023, l’ETA è obbligatoria per i cittadini esenti da visto provenienti da 85 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia e tutti gli stati UE/SEE. Dal 25 febbraio, i vettori dovranno verificare lo stato ETA o eVisa di ogni passeggero prima dell’imbarco, pena sanzioni civili. L’aumento di £4, pari a un +25% adeguato all’inflazione, si applica solo alle nuove domande; le ETA biennali già rilasciate resteranno valide fino alla scadenza.
2. Perché è importante – L’aumento, seppur contenuto, porterà il costo di un breve viaggio d’affari (due ETA in quattro anni) a £40. Per le aziende con visitatori frequenti, sarà necessario rivedere i budget annuali per la mobilità. I responsabili dei viaggi aziendali dovranno inoltre garantire una corretta informazione ai viaggiatori: un ETA mancante ora bloccherà il passeggero al gate, anziché causare solo ritardi nelle procedure di ingresso.
3. Prontezza operativa – Le compagnie aeree stanno aggiornando i software di controllo partenze per interrogare in tempo reale l’API ‘Status Check’ del Home Office. I team HR e di mobilità globale dovrebbero: a) raccogliere i numeri ETA negli strumenti di approvazione pre-viaggio, b) prevedere nelle policy un preavviso di tre giorni (il Home Office consiglia ancora di considerare fino a 72 ore), c) fornire contatti per escalation d’emergenza in caso di rifiuti last minute.
4. Trend più ampio – La transizione del Regno Unito segue quella del Canada con l’eTA e l’imminente ETIAS a livello UE, segnando un orientamento globale verso controlli di rischio pre-viaggio. Il governo giustifica l’aumento con i maggiori costi di sicurezza e manutenzione del sistema; i critici lo vedono come una tassa nascosta sui visitatori che potrebbe ridurre la domanda per conferenze e turismo.
Il mancato rispetto comporterà conseguenze commerciali: i vettori rischiano multe e la perdita dello status di ‘Approved Carrier’, mentre i viaggiatori potrebbero subire disagi nelle vacanze e perdere appuntamenti con clienti. Le aziende dovrebbero già ora verificare i flussi di dati di viaggio per evitare costosi errori al debutto.
1. Cosa cambia – Introdotta in versione beta nel 2023, l’ETA è obbligatoria per i cittadini esenti da visto provenienti da 85 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia e tutti gli stati UE/SEE. Dal 25 febbraio, i vettori dovranno verificare lo stato ETA o eVisa di ogni passeggero prima dell’imbarco, pena sanzioni civili. L’aumento di £4, pari a un +25% adeguato all’inflazione, si applica solo alle nuove domande; le ETA biennali già rilasciate resteranno valide fino alla scadenza.
2. Perché è importante – L’aumento, seppur contenuto, porterà il costo di un breve viaggio d’affari (due ETA in quattro anni) a £40. Per le aziende con visitatori frequenti, sarà necessario rivedere i budget annuali per la mobilità. I responsabili dei viaggi aziendali dovranno inoltre garantire una corretta informazione ai viaggiatori: un ETA mancante ora bloccherà il passeggero al gate, anziché causare solo ritardi nelle procedure di ingresso.
3. Prontezza operativa – Le compagnie aeree stanno aggiornando i software di controllo partenze per interrogare in tempo reale l’API ‘Status Check’ del Home Office. I team HR e di mobilità globale dovrebbero: a) raccogliere i numeri ETA negli strumenti di approvazione pre-viaggio, b) prevedere nelle policy un preavviso di tre giorni (il Home Office consiglia ancora di considerare fino a 72 ore), c) fornire contatti per escalation d’emergenza in caso di rifiuti last minute.
4. Trend più ampio – La transizione del Regno Unito segue quella del Canada con l’eTA e l’imminente ETIAS a livello UE, segnando un orientamento globale verso controlli di rischio pre-viaggio. Il governo giustifica l’aumento con i maggiori costi di sicurezza e manutenzione del sistema; i critici lo vedono come una tassa nascosta sui visitatori che potrebbe ridurre la domanda per conferenze e turismo.
Il mancato rispetto comporterà conseguenze commerciali: i vettori rischiano multe e la perdita dello status di ‘Approved Carrier’, mentre i viaggiatori potrebbero subire disagi nelle vacanze e perdere appuntamenti con clienti. Le aziende dovrebbero già ora verificare i flussi di dati di viaggio per evitare costosi errori al debutto.
Fonte: TravellingForBusiness.co.uk
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