
Gli Emirati Arabi Uniti hanno concesso la grazia a 267 cittadini nepalesi detenuti per reati legati all'immigrazione e infrazioni minori, ha rivelato il Ministero degli Affari Esteri del Nepal il 1° febbraio 2026. La clemenza, concessa in occasione del 54° Giorno Nazionale degli UAE (Eid Al Ittihad), arriva dopo mesi di pressioni diplomatiche da parte dell'ambasciata nepalesa ad Abu Dhabi e segnala un miglioramento nei rapporti lavorativi tra i due Paesi.
Secondo le procedure degli UAE, i detenuti beneficiari della grazia presidenziale devono comunque completare le formalità amministrative. I team consolari stanno ora ottenendo documenti di viaggio d'emergenza, prenotando posti sui voli di rimpatrio e coordinando l’ingresso senza quarantena per i rientri a Kathmandu. Le famiglie sono state informate che la maggior parte dei beneficiari dovrebbe tornare a casa entro tre settimane.
La decisione ha conseguenze sia economiche che umanitarie. Secondo il Foreign Employment Board del Nepal, i lavoratori detenuti negli UAE inviano rimesse molto limitate, quindi il loro rilascio anticipato potrebbe far recuperare circa 1,5 milioni di dollari USA all’anno in rimesse perse. Per le autorità emiratine, le amnistie di massa alleviano il sovraffollamento carcerario e dimostrano buona volontà verso una fonte cruciale di manodopera nel settore delle costruzioni e dell’ospitalità.
Le agenzie di reclutamento affermano che questo gesto potrebbe anche rilanciare i negoziati governativi bloccati per semplificare il rilascio dei permessi di lavoro per i nepalesi semi-specializzati. I datori di lavoro nelle zone franche di Dubai, che hanno faticato a sostituire i lavoratori in uscita dopo le recenti modifiche alle quote dei visti, sperano che un clima normativo più favorevole acceleri le assunzioni nella seconda metà del 2026.
I team di mobilità globale con personale nepalesi dovrebbero monitorare le regole di uscita a Kathmandu: i lavoratori rimpatriati potrebbero infatti affrontare un divieto di sei mesi per il reinserimento nel Golfo, salvo esenzioni concesse dal Dipartimento per l’Occupazione Estera del Nepal.
Secondo le procedure degli UAE, i detenuti beneficiari della grazia presidenziale devono comunque completare le formalità amministrative. I team consolari stanno ora ottenendo documenti di viaggio d'emergenza, prenotando posti sui voli di rimpatrio e coordinando l’ingresso senza quarantena per i rientri a Kathmandu. Le famiglie sono state informate che la maggior parte dei beneficiari dovrebbe tornare a casa entro tre settimane.
La decisione ha conseguenze sia economiche che umanitarie. Secondo il Foreign Employment Board del Nepal, i lavoratori detenuti negli UAE inviano rimesse molto limitate, quindi il loro rilascio anticipato potrebbe far recuperare circa 1,5 milioni di dollari USA all’anno in rimesse perse. Per le autorità emiratine, le amnistie di massa alleviano il sovraffollamento carcerario e dimostrano buona volontà verso una fonte cruciale di manodopera nel settore delle costruzioni e dell’ospitalità.
Le agenzie di reclutamento affermano che questo gesto potrebbe anche rilanciare i negoziati governativi bloccati per semplificare il rilascio dei permessi di lavoro per i nepalesi semi-specializzati. I datori di lavoro nelle zone franche di Dubai, che hanno faticato a sostituire i lavoratori in uscita dopo le recenti modifiche alle quote dei visti, sperano che un clima normativo più favorevole acceleri le assunzioni nella seconda metà del 2026.
I team di mobilità globale con personale nepalesi dovrebbero monitorare le regole di uscita a Kathmandu: i lavoratori rimpatriati potrebbero infatti affrontare un divieto di sei mesi per il reinserimento nel Golfo, salvo esenzioni concesse dal Dipartimento per l’Occupazione Estera del Nepal.
Fonte: Himal Press
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