
Gli Emirati Arabi Uniti hanno silenziosamente inasprito le regole per il popolare visto per il lavoro da remoto (Digital Nomad) a poche settimane dalla stagione di picco per i trasferimenti primaverili.
Le autorità dell’immigrazione ora richiedono ai richiedenti di caricare estratti conto bancari relativi a sei mesi consecutivi, invece dei precedenti tre. La modifica, entrata in vigore il 27 gennaio 2026, rappresenta sulla carta un piccolo aggiustamento procedurale, ma in pratica un cambiamento significativo: di fatto, aumenta il periodo minimo di lavoro all’estero a sei mesi, poiché i versamenti dello stipendio sono la principale prova di reddito stabile. Qualsiasi interruzione o recente cambio di lavoro potrebbe comportare un rifiuto.
Il visto per il lavoro da remoto è stato sperimentato per la prima volta a Dubai nel 2020 e introdotto a livello federale nel 2022. Concede un permesso di soggiorno rinnovabile di un anno a professionisti stranieri che lavorano per un datore di lavoro estero e guadagnano almeno 3.500 dollari USA al mese. A differenza dei permessi di lavoro tradizionali, non richiede uno sponsor locale e permette ai titolari di sponsorizzare il coniuge, i figli e persino i genitori per la residenza negli Emirati. Secondo stime di settore, nel 2025 sono stati rilasciati oltre 20.000 visti, rendendolo uno degli strumenti più efficaci del Golfo per attrarre talenti.
La società di consulenza Fragomen sottolinea che l’estensione del periodo richiesto per gli estratti conto mira a escludere i candidati che hanno appena iniziato a lavorare come freelance o che hanno cambiato azienda di recente, garantendo che i nuovi arrivati abbiano un reddito stabile e un rischio minore di permanenza irregolare. Inoltre, questa misura allinea la normativa degli Emirati a quella di Portogallo e Spagna, che richiedono anch’essi sei mesi di prova di reddito per i visti da lavoro remoto.
Per le aziende con team distribuiti, il nuovo requisito documentale implica tempi di onboarding più lunghi e una pianificazione più accurata. I responsabili HR dovrebbero consigliare ai candidati di raccogliere estratti conto completi di sei mesi, mantenere la continuità salariale e prevedere tempi di elaborazione più lunghi (da cinque a sette giorni lavorativi dopo la presentazione della domanda). Le imprese che dipendono da un flusso costante di talenti digital nomad potrebbero anche dover rivedere le procedure di pagamento per garantire che gli stipendi arrivino regolarmente sul conto bancario dei dipendenti.
Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che lavorare da remoto negli Emirati senza il visto appropriato può comportare multe, complicazioni fiscali o addirittura l’espulsione. Considerate le regole più rigide, gli esperti raccomandano di avviare la domanda almeno due mesi prima della data prevista per il trasferimento e di verificare che le polizze assicurative sanitarie e le lettere di consenso del datore di lavoro rispettino i modelli federali.
A lungo termine, gli analisti prevedono che gli Emirati continueranno a inasprire i criteri di ammissibilità man mano che il programma si consoliderà, bilanciando l’attrattività per i talenti globali con la necessità di controlli di conformità più rigorosi.
Le autorità dell’immigrazione ora richiedono ai richiedenti di caricare estratti conto bancari relativi a sei mesi consecutivi, invece dei precedenti tre. La modifica, entrata in vigore il 27 gennaio 2026, rappresenta sulla carta un piccolo aggiustamento procedurale, ma in pratica un cambiamento significativo: di fatto, aumenta il periodo minimo di lavoro all’estero a sei mesi, poiché i versamenti dello stipendio sono la principale prova di reddito stabile. Qualsiasi interruzione o recente cambio di lavoro potrebbe comportare un rifiuto.
Il visto per il lavoro da remoto è stato sperimentato per la prima volta a Dubai nel 2020 e introdotto a livello federale nel 2022. Concede un permesso di soggiorno rinnovabile di un anno a professionisti stranieri che lavorano per un datore di lavoro estero e guadagnano almeno 3.500 dollari USA al mese. A differenza dei permessi di lavoro tradizionali, non richiede uno sponsor locale e permette ai titolari di sponsorizzare il coniuge, i figli e persino i genitori per la residenza negli Emirati. Secondo stime di settore, nel 2025 sono stati rilasciati oltre 20.000 visti, rendendolo uno degli strumenti più efficaci del Golfo per attrarre talenti.
La società di consulenza Fragomen sottolinea che l’estensione del periodo richiesto per gli estratti conto mira a escludere i candidati che hanno appena iniziato a lavorare come freelance o che hanno cambiato azienda di recente, garantendo che i nuovi arrivati abbiano un reddito stabile e un rischio minore di permanenza irregolare. Inoltre, questa misura allinea la normativa degli Emirati a quella di Portogallo e Spagna, che richiedono anch’essi sei mesi di prova di reddito per i visti da lavoro remoto.
Per le aziende con team distribuiti, il nuovo requisito documentale implica tempi di onboarding più lunghi e una pianificazione più accurata. I responsabili HR dovrebbero consigliare ai candidati di raccogliere estratti conto completi di sei mesi, mantenere la continuità salariale e prevedere tempi di elaborazione più lunghi (da cinque a sette giorni lavorativi dopo la presentazione della domanda). Le imprese che dipendono da un flusso costante di talenti digital nomad potrebbero anche dover rivedere le procedure di pagamento per garantire che gli stipendi arrivino regolarmente sul conto bancario dei dipendenti.
Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che lavorare da remoto negli Emirati senza il visto appropriato può comportare multe, complicazioni fiscali o addirittura l’espulsione. Considerate le regole più rigide, gli esperti raccomandano di avviare la domanda almeno due mesi prima della data prevista per il trasferimento e di verificare che le polizze assicurative sanitarie e le lettere di consenso del datore di lavoro rispettino i modelli federali.
A lungo termine, gli analisti prevedono che gli Emirati continueranno a inasprire i criteri di ammissibilità man mano che il programma si consoliderà, bilanciando l’attrattività per i talenti globali con la necessità di controlli di conformità più rigorosi.
Fonte: Pakistan Today