
In una riunione del Consiglio dei Ministri tenutasi nel pomeriggio del 31 gennaio 2026, il governo spagnolo ha dato il via libera a un decreto reale d’urgenza che aprirà una via straordinaria e temporanea per la regolarizzazione di centinaia di migliaia di stranieri già residenti in Spagna senza documenti.
Secondo il progetto di decreto, chiunque possa dimostrare di essere stato fisicamente presente in Spagna per almeno cinque mesi consecutivi prima del 31 dicembre 2025 e non abbia precedenti penali potrà richiedere un permesso di soggiorno di un anno. Durante questo primo anno, avranno pieno accesso al mercato del lavoro; al momento del rinnovo, passeranno alle categorie standard previste dal regolamento sull’immigrazione recentemente aggiornato. I familiari a carico potranno fare domanda contemporaneamente, evitando le costose procedure di ricongiungimento familiare.
Annunciando la misura, la ministra dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, Elma Saiz, ha definito la politica “una risposta pragmatica a una realtà sociale che avvantaggia sia le persone sia l’economia.” Il decreto si ispira fortemente alla campagna popolare “Regularización Ya”, che nel 2024 ha raccolto oltre 700.000 firme. Le autorità stimano che circa mezzo milione di persone potrebbero beneficiarne, con le domande che si apriranno all’inizio di aprile e chiuderanno il 30 giugno 2026.
Per le multinazionali e le imprese spagnole, il programma rappresenta un’opportunità unica per accedere a un ampio bacino di lavoratori già integrati, che parlano la lingua e spesso possiedono competenze acquisite nell’economia informale. I dipartimenti HR sono invitati a valutare le esigenze attuali e future di personale in relazione a questa nuova possibilità e a preparare la documentazione necessaria affinché i lavoratori idonei possano presentare domanda non appena la piattaforma online sarà attiva.
Gli esperti legali avvertono però che la domanda sarà elevatissima e gli appuntamenti negli uffici immigrazione potrebbero esaurirsi in pochi minuti, come già avvenuto nelle precedenti regolarizzazioni umanitarie in Spagna. Le aziende che si avvalgono di subappaltatori sono invitate a inserire clausole di conformità nei contratti, poiché gli ispettori del lavoro intensificheranno i controlli una volta terminato il periodo di tolleranza.
Secondo il progetto di decreto, chiunque possa dimostrare di essere stato fisicamente presente in Spagna per almeno cinque mesi consecutivi prima del 31 dicembre 2025 e non abbia precedenti penali potrà richiedere un permesso di soggiorno di un anno. Durante questo primo anno, avranno pieno accesso al mercato del lavoro; al momento del rinnovo, passeranno alle categorie standard previste dal regolamento sull’immigrazione recentemente aggiornato. I familiari a carico potranno fare domanda contemporaneamente, evitando le costose procedure di ricongiungimento familiare.
Annunciando la misura, la ministra dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, Elma Saiz, ha definito la politica “una risposta pragmatica a una realtà sociale che avvantaggia sia le persone sia l’economia.” Il decreto si ispira fortemente alla campagna popolare “Regularización Ya”, che nel 2024 ha raccolto oltre 700.000 firme. Le autorità stimano che circa mezzo milione di persone potrebbero beneficiarne, con le domande che si apriranno all’inizio di aprile e chiuderanno il 30 giugno 2026.
Per le multinazionali e le imprese spagnole, il programma rappresenta un’opportunità unica per accedere a un ampio bacino di lavoratori già integrati, che parlano la lingua e spesso possiedono competenze acquisite nell’economia informale. I dipartimenti HR sono invitati a valutare le esigenze attuali e future di personale in relazione a questa nuova possibilità e a preparare la documentazione necessaria affinché i lavoratori idonei possano presentare domanda non appena la piattaforma online sarà attiva.
Gli esperti legali avvertono però che la domanda sarà elevatissima e gli appuntamenti negli uffici immigrazione potrebbero esaurirsi in pochi minuti, come già avvenuto nelle precedenti regolarizzazioni umanitarie in Spagna. Le aziende che si avvalgono di subappaltatori sono invitate a inserire clausole di conformità nei contratti, poiché gli ispettori del lavoro intensificheranno i controlli una volta terminato il periodo di tolleranza.
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