
Il Servizio Immigrazione finlandese (Migri) ha pubblicato le statistiche consolidate per il 2025 e, per la prima volta dall’inizio della pandemia, il Paese ha registrato un calo complessivo delle nuove domande di immigrazione. Migri ha registrato 180.521 domande in tutte le categorie, con un calo di circa l’8% rispetto alle 196.000 del 2024. Le autorità attribuiscono questa diminuzione al rallentamento dell’economia interna, alle norme più restrittive introdotte dall’attuale coalizione di governo a quattro partiti e a un contesto globale di sicurezza incerto che ha indotto i potenziali migranti a esitare.
I cali più marcati si sono registrati nei tre flussi che solitamente alimentano i settori in crescita della Finlandia: permessi di soggiorno per lavoro, permessi di soggiorno per studio e richieste di protezione internazionale. Le domande di primo rilascio di permessi di lavoro sono diminuite del 25% su base annua, scendendo a 11.324, mentre le richieste di visto per studenti sono calate del 4% a 13.565. Le domande di asilo (comprese le ripetute) sono diminuite del 15% a 2.544. Migri sottolinea che le domande legate al ricongiungimento familiare hanno invece invertito la tendenza, salendo a un record di 23.831, a dimostrazione che una volta stabilitisi, i migranti desiderano ancora portare i propri familiari in Finlandia.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il dato complessivo conta meno del volume delle pratiche e dei tassi di approvazione. Migri ha esaminato 177.890 casi lo scorso anno, mantenendo un tasso di approvazione dell’80% nonostante i nuovi requisiti linguistici e di reddito. Tuttavia, i tempi di elaborazione si sono allungati nel quarto trimestre, mentre gli operatori si preparavano alle modifiche legislative entrate in vigore l’8 gennaio 2026 (tra cui un requisito più severo di sei anni di residenza per i permessi permanenti). Le aziende abituate a tempi di approvazione inferiori ai due mesi per ingegneri e specialisti ICT ora devono affrontare attese medie di circa 90 giorni, e i fornitori di servizi di trasferimento invitano i team HR a prevedere tempi più lunghi.
Il ministero assicura che la Finlandia rimane aperta ai talenti, ma ammette che il 2026 sarà un anno di transizione. A giugno entrerà in vigore il nuovo Patto UE su migrazione e asilo, Migri introdurrà un test digitale per la cittadinanza e il governo prevede di sperimentare uno strumento di valutazione del rischio supportato dall’IA per smistare le domande. I datori di lavoro devono aspettarsi controlli di conformità più rigorosi, soprattutto riguardo alle soglie salariali, aumentate a 1.600 euro al mese dal 1° gennaio 2025, e devono essere pronti a documentare un reale fabbisogno del mercato del lavoro prima di presentare le domande di permesso.
Per le multinazionali, la lezione immediata è più strategica che procedurale: il bacino di talenti in Finlandia si sta restringendo proprio mentre le pressioni demografiche aumentano. Il numero di finlandesi in età lavorativa è previsto in calo del 5% in questo decennio, e la Confederazione delle Industrie Finlandesi (EK) avverte che la carenza di manodopera potrebbe limitare la crescita del PIL all’1% annuo a meno che la migrazione netta non riprenda. Le aziende con sedi nel corridoio tecnologico di Helsinki o nel cluster R&D di Oulu potrebbero dover ampliare il reclutamento a mercati non tradizionali, offrire contratti “remote-first” o utilizzare rotte di trasferimento intra-aziendale tramite altri hub UE.
Nonostante il calo abbia suscitato titoli allarmanti, gli operatori vedono un lato positivo. L’arretrato di 50.000 domande pendenti che gravava su Migri alla fine del 2023 è stato smaltito, e l’agenzia annuncia che riassegnerà il personale al canale veloce dei visti D per specialisti senior. Se la crescita tornerà nel 2027, la Finlandia potrebbe trovarsi in una posizione migliore per gestire una nuova ondata di mobilità, a patto che i datori di lavoro rimangano coinvolti nelle discussioni politiche nel corso del prossimo anno.
I cali più marcati si sono registrati nei tre flussi che solitamente alimentano i settori in crescita della Finlandia: permessi di soggiorno per lavoro, permessi di soggiorno per studio e richieste di protezione internazionale. Le domande di primo rilascio di permessi di lavoro sono diminuite del 25% su base annua, scendendo a 11.324, mentre le richieste di visto per studenti sono calate del 4% a 13.565. Le domande di asilo (comprese le ripetute) sono diminuite del 15% a 2.544. Migri sottolinea che le domande legate al ricongiungimento familiare hanno invece invertito la tendenza, salendo a un record di 23.831, a dimostrazione che una volta stabilitisi, i migranti desiderano ancora portare i propri familiari in Finlandia.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il dato complessivo conta meno del volume delle pratiche e dei tassi di approvazione. Migri ha esaminato 177.890 casi lo scorso anno, mantenendo un tasso di approvazione dell’80% nonostante i nuovi requisiti linguistici e di reddito. Tuttavia, i tempi di elaborazione si sono allungati nel quarto trimestre, mentre gli operatori si preparavano alle modifiche legislative entrate in vigore l’8 gennaio 2026 (tra cui un requisito più severo di sei anni di residenza per i permessi permanenti). Le aziende abituate a tempi di approvazione inferiori ai due mesi per ingegneri e specialisti ICT ora devono affrontare attese medie di circa 90 giorni, e i fornitori di servizi di trasferimento invitano i team HR a prevedere tempi più lunghi.
Il ministero assicura che la Finlandia rimane aperta ai talenti, ma ammette che il 2026 sarà un anno di transizione. A giugno entrerà in vigore il nuovo Patto UE su migrazione e asilo, Migri introdurrà un test digitale per la cittadinanza e il governo prevede di sperimentare uno strumento di valutazione del rischio supportato dall’IA per smistare le domande. I datori di lavoro devono aspettarsi controlli di conformità più rigorosi, soprattutto riguardo alle soglie salariali, aumentate a 1.600 euro al mese dal 1° gennaio 2025, e devono essere pronti a documentare un reale fabbisogno del mercato del lavoro prima di presentare le domande di permesso.
Per le multinazionali, la lezione immediata è più strategica che procedurale: il bacino di talenti in Finlandia si sta restringendo proprio mentre le pressioni demografiche aumentano. Il numero di finlandesi in età lavorativa è previsto in calo del 5% in questo decennio, e la Confederazione delle Industrie Finlandesi (EK) avverte che la carenza di manodopera potrebbe limitare la crescita del PIL all’1% annuo a meno che la migrazione netta non riprenda. Le aziende con sedi nel corridoio tecnologico di Helsinki o nel cluster R&D di Oulu potrebbero dover ampliare il reclutamento a mercati non tradizionali, offrire contratti “remote-first” o utilizzare rotte di trasferimento intra-aziendale tramite altri hub UE.
Nonostante il calo abbia suscitato titoli allarmanti, gli operatori vedono un lato positivo. L’arretrato di 50.000 domande pendenti che gravava su Migri alla fine del 2023 è stato smaltito, e l’agenzia annuncia che riassegnerà il personale al canale veloce dei visti D per specialisti senior. Se la crescita tornerà nel 2027, la Finlandia potrebbe trovarsi in una posizione migliore per gestire una nuova ondata di mobilità, a patto che i datori di lavoro rimangano coinvolti nelle discussioni politiche nel corso del prossimo anno.
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