
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha sospeso il rilascio di visti per immigrati per i cittadini di 56 paesi, tra cui il Brasile, mentre valuta se i richiedenti rappresentino un rischio di “onere pubblico”. Il blocco, entrato in vigore a livello mondiale il 21 gennaio 2026, è stato evidenziato il 3 febbraio dalla rivista specializzata Travel and Tour World.
Le interviste presso l’Ambasciata USA a Brasilia e i consolati di San Paolo e Rio de Janeiro proseguono, ma i visti non verranno emessi fino al completamento della revisione, creando un collo di bottiglia per le famiglie brasiliane in attesa della Green Card e per le aziende che trasferiscono personale con visti basati sull’occupazione. I visti non immigranti (turismo, studio, L-1, H-1B, ecc.) non sono interessati.
Le multinazionali stanno già adattando le strategie: molte puntano su trasferimenti intracompany L-1, petizioni H-1B per professioni specializzate e sul nuovo sistema di prenotazione FIFA PASS per spostare i talenti in tempo per i progetti legati alla Coppa del Mondo. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che i limiti di quota e i lunghi tempi di approvazione potrebbero spingere le assegnazioni urgenti verso Canada o Messico.
Per i team di mobilità l’impatto pratico è duplice. Primo, i dipendenti con casi di visto per immigrati già completi devono ora valutare opzioni temporanee come estensioni del soggiorno B-1/B-2 o lavoro da remoto. Secondo, gli assegnati negli USA dovrebbero evitare viaggi internazionali, poiché rientrare con una pratica di visto per immigrati in sospeso è impossibile durante il blocco.
Il Dipartimento di Stato non ha fornito una tempistica per il completamento della revisione della politica, e gruppi di advocacy hanno già presentato ricorso in tribunale federale, sostenendo che la misura generale viola le garanzie di parità di trattamento. Le aziende devono monitorare gli sviluppi e preparare piani di emergenza per le pipeline di talenti che coinvolgono il Brasile.
Le interviste presso l’Ambasciata USA a Brasilia e i consolati di San Paolo e Rio de Janeiro proseguono, ma i visti non verranno emessi fino al completamento della revisione, creando un collo di bottiglia per le famiglie brasiliane in attesa della Green Card e per le aziende che trasferiscono personale con visti basati sull’occupazione. I visti non immigranti (turismo, studio, L-1, H-1B, ecc.) non sono interessati.
Le multinazionali stanno già adattando le strategie: molte puntano su trasferimenti intracompany L-1, petizioni H-1B per professioni specializzate e sul nuovo sistema di prenotazione FIFA PASS per spostare i talenti in tempo per i progetti legati alla Coppa del Mondo. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che i limiti di quota e i lunghi tempi di approvazione potrebbero spingere le assegnazioni urgenti verso Canada o Messico.
Per i team di mobilità l’impatto pratico è duplice. Primo, i dipendenti con casi di visto per immigrati già completi devono ora valutare opzioni temporanee come estensioni del soggiorno B-1/B-2 o lavoro da remoto. Secondo, gli assegnati negli USA dovrebbero evitare viaggi internazionali, poiché rientrare con una pratica di visto per immigrati in sospeso è impossibile durante il blocco.
Il Dipartimento di Stato non ha fornito una tempistica per il completamento della revisione della politica, e gruppi di advocacy hanno già presentato ricorso in tribunale federale, sostenendo che la misura generale viola le garanzie di parità di trattamento. Le aziende devono monitorare gli sviluppi e preparare piani di emergenza per le pipeline di talenti che coinvolgono il Brasile.
Fonte: Travel and Tour World