
In una decisione pubblicata domenica 8 febbraio 2026, il Conseil constitutionnel francese ha bocciato oltre un terzo degli articoli del disegno di legge sull’immigrazione del governo, indebolendo drasticamente le misure che avrebbero reso più rigido l’accesso ai sussidi sociali, al ricongiungimento familiare e ai visti per studenti. Trentaquattro clausole sono state respinte come “cavaliers législatifs” — disposizioni giudicate estranee all’obiettivo principale del testo — mentre altre tre sono state annullate parzialmente o totalmente per motivi costituzionali.
Tra le misure eliminate figura il piano di imporre un “deposito di ritorno” rimborsabile agli studenti stranieri, soglie di reddito più severe per i garanti del ricongiungimento familiare e quote parlamentari sulle immigrazioni annuali. Il Consiglio ha inoltre invalidato il nuovo reato di soggiorno irregolare, che secondo i critici avrebbe criminalizzato i migranti senza documenti.
Per datori di lavoro e team di mobilità, la sentenza evita una serie di complicazioni immediate in termini di conformità. Gli esperti HR temevano che la regola del deposito per studenti avrebbe scoraggiato i flussi di talenti dai mercati emergenti e che le quote avrebbero complicato i trasferimenti intra-aziendali. La censura significa che le procedure attuali, secondo il Code de l’entrée et du séjour des étrangers (CESEDA), restano valide — almeno fino a quando il governo non riformulerà il testo.
Sul piano politico, il colpo è rilevante. I centristi di Macron avevano già ammorbidito il disegno di legge per ottenere il sostegno della destra; ora il ministro dell’Interno diventato ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, deve scegliere se ripresentare gli articoli contestati o optare per decreti amministrativi. I partiti di opposizione si dichiarano vincitori, mentre le federazioni imprenditoriali accolgono con favore la certezza giuridica.
In sintesi: le aziende che pianificano assunzioni nel 2026 possono procedere secondo le regole attuali, ma devono tenere d’occhio possibili decreti più restrittivi su test linguistici e sanzioni per il soggiorno oltre il termine — due ambiti che il Consiglio ha lasciato sostanzialmente intatti. I consulenti legali consigliano di prevedere un aumento delle spese di gestione dopo il 1° marzo, quando entrerà in vigore un supplemento previsto da una legge finanziaria separata sui permessi di soggiorno.
Tra le misure eliminate figura il piano di imporre un “deposito di ritorno” rimborsabile agli studenti stranieri, soglie di reddito più severe per i garanti del ricongiungimento familiare e quote parlamentari sulle immigrazioni annuali. Il Consiglio ha inoltre invalidato il nuovo reato di soggiorno irregolare, che secondo i critici avrebbe criminalizzato i migranti senza documenti.
Per datori di lavoro e team di mobilità, la sentenza evita una serie di complicazioni immediate in termini di conformità. Gli esperti HR temevano che la regola del deposito per studenti avrebbe scoraggiato i flussi di talenti dai mercati emergenti e che le quote avrebbero complicato i trasferimenti intra-aziendali. La censura significa che le procedure attuali, secondo il Code de l’entrée et du séjour des étrangers (CESEDA), restano valide — almeno fino a quando il governo non riformulerà il testo.
Sul piano politico, il colpo è rilevante. I centristi di Macron avevano già ammorbidito il disegno di legge per ottenere il sostegno della destra; ora il ministro dell’Interno diventato ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, deve scegliere se ripresentare gli articoli contestati o optare per decreti amministrativi. I partiti di opposizione si dichiarano vincitori, mentre le federazioni imprenditoriali accolgono con favore la certezza giuridica.
In sintesi: le aziende che pianificano assunzioni nel 2026 possono procedere secondo le regole attuali, ma devono tenere d’occhio possibili decreti più restrittivi su test linguistici e sanzioni per il soggiorno oltre il termine — due ambiti che il Consiglio ha lasciato sostanzialmente intatti. I consulenti legali consigliano di prevedere un aumento delle spese di gestione dopo il 1° marzo, quando entrerà in vigore un supplemento previsto da una legge finanziaria separata sui permessi di soggiorno.
Fonte: Tunisie Direct