
Una delle vittime nascoste della riforma digitale delle frontiere dell’UE è la rete francese di varchi automatizzati Parafe per i passaporti. Fino al 2025, i titolari di carte di soggiorno francesi—molti dei quali espatriati britannici o americani con contratti di lavoro locali—potevano attraversare rapidamente i varchi Parafe insieme ai cittadini UE. Con l’introduzione graduale del Sistema di Entrata-Uscita (EES), i varchi sono stati disattivati per i cittadini di paesi terzi mentre il software viene riscritto per riconoscere il nuovo database EES.
Secondo fonti del settore, l’integrazione si è rivelata “molto più complessa del previsto”. The Connexion riporta che i residenti britannici e statunitensi in Francia non possono più utilizzare i varchi elettronici negli aeroporti di Parigi-CDG, Orly, Nizza o Lione e devono mettersi in fila tra i non-UE, dove vengono effettuate scansioni complete di impronte digitali e riconoscimento facciale. Aeroporti e polizia di frontiera speravano di ripristinare l’accesso entro febbraio, ma ora gli addetti ai lavori dicono che la soluzione è improbabile prima della fine di marzo, e forse non prima del picco estivo.
Perché è importante? Circa 200.000 cittadini britannici e 30.000 statunitensi hanno la residenza francese. Molti pendolano settimanalmente verso hub europei o volano a lungo raggio per multinazionali. La perdita dell’accesso rapido aggiunge 20-40 minuti a ogni viaggio e aumenta il rischio di perdere coincidenze ferroviarie o voli nazionali. Per i team HR che gestiscono assegnazioni rotative, si pongono anche questioni di conformità: il personale bloccato nelle file non-UE potrebbe superare il limite di 90 giorni intra-Schengen tra un timbro e l’altro se i dati biometrici non vengono acquisiti regolarmente.
Il governo sottolinea che le regole UE permettono agli Stati membri di “sospendere parzialmente” l’EES per un massimo di sei ore in caso di congestione straordinaria, ma finora gli aeroporti francesi sono stati riluttanti a usare questa flessibilità. I fornitori tecnologici Thales e Idemia stanno lavorando per certificare un firmware aggiornato dei varchi che possa interrogare il database EES in tempo reale e mostrare la carta di soggiorno decennale sullo schermo del varco. Una volta operativo, i residenti che hanno già registrato i dati biometrici potranno superare la frontiera in meno di un minuto, allineando la Francia a Spagna e Portogallo, dove l’accesso ai varchi per residenti è stato ripristinato a dicembre.
Nel frattempo, le multinazionali dovrebbero consigliare al personale britannico e statunitense di conservare le carte d’imbarco e i vecchi timbri sul passaporto per dimostrare i giorni trascorsi fuori Schengen, e di prevedere almeno due ore di margine per le coincidenze con voli UE successivi. I viaggiatori frequenti possono anche preregistrarsi negli aeroporti regionali meno affollati—Toulouse e Bordeaux segnalano tempi medi di elaborazione EES inferiori a dieci minuti.
Secondo fonti del settore, l’integrazione si è rivelata “molto più complessa del previsto”. The Connexion riporta che i residenti britannici e statunitensi in Francia non possono più utilizzare i varchi elettronici negli aeroporti di Parigi-CDG, Orly, Nizza o Lione e devono mettersi in fila tra i non-UE, dove vengono effettuate scansioni complete di impronte digitali e riconoscimento facciale. Aeroporti e polizia di frontiera speravano di ripristinare l’accesso entro febbraio, ma ora gli addetti ai lavori dicono che la soluzione è improbabile prima della fine di marzo, e forse non prima del picco estivo.
Perché è importante? Circa 200.000 cittadini britannici e 30.000 statunitensi hanno la residenza francese. Molti pendolano settimanalmente verso hub europei o volano a lungo raggio per multinazionali. La perdita dell’accesso rapido aggiunge 20-40 minuti a ogni viaggio e aumenta il rischio di perdere coincidenze ferroviarie o voli nazionali. Per i team HR che gestiscono assegnazioni rotative, si pongono anche questioni di conformità: il personale bloccato nelle file non-UE potrebbe superare il limite di 90 giorni intra-Schengen tra un timbro e l’altro se i dati biometrici non vengono acquisiti regolarmente.
Il governo sottolinea che le regole UE permettono agli Stati membri di “sospendere parzialmente” l’EES per un massimo di sei ore in caso di congestione straordinaria, ma finora gli aeroporti francesi sono stati riluttanti a usare questa flessibilità. I fornitori tecnologici Thales e Idemia stanno lavorando per certificare un firmware aggiornato dei varchi che possa interrogare il database EES in tempo reale e mostrare la carta di soggiorno decennale sullo schermo del varco. Una volta operativo, i residenti che hanno già registrato i dati biometrici potranno superare la frontiera in meno di un minuto, allineando la Francia a Spagna e Portogallo, dove l’accesso ai varchi per residenti è stato ripristinato a dicembre.
Nel frattempo, le multinazionali dovrebbero consigliare al personale britannico e statunitense di conservare le carte d’imbarco e i vecchi timbri sul passaporto per dimostrare i giorni trascorsi fuori Schengen, e di prevedere almeno due ore di margine per le coincidenze con voli UE successivi. I viaggiatori frequenti possono anche preregistrarsi negli aeroporti regionali meno affollati—Toulouse e Bordeaux segnalano tempi medi di elaborazione EES inferiori a dieci minuti.
Fonte: The Connexion
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
Il settore dei viaggi avverte di un caos estivo mentre la Francia si prepara a introdurre controlli biometrici completi alle frontiere
Disagi nei voli in tutta Europa: solo a Parigi-Charles-de-Gaulle 135 ritardi