
Gli aeroporti più trafficati della Spagna si preparano a una prova di stress logistica tra soli quattro mesi, quando il Sistema biometrico di Entrata-Uscita (EES) dell’Unione Europea diventerà obbligatorio in tutti i confini esterni dello spazio Schengen il 10 aprile 2026. In un comunicato congiunto diffuso il 14 febbraio, Airports Council International (ACI Europe), Airlines for Europe (A4E) e l’International Air Transport Association (IATA) hanno avvertito che, senza una flessibilità dell’ultimo minuto, i passeggeri in arrivo potrebbero affrontare “gravi disagi” durante il picco della stagione estiva da giugno ad agosto.
L’EES sostituirà il timbro sul passaporto con un registro digitale di ogni ingresso e uscita di cittadini di paesi terzi, acquisendo immagini facciali e quattro impronte digitali la prima volta che un viaggiatore attraversa un confine esterno Schengen. Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat, Málaga-Costa del Sol e Palma di Maiorca hanno già installato centinaia di chioschi self-service, ma i responsabili aeroportuali hanno dichiarato a Euro Weekly News che i modelli di personale, la segnaletica e i “flussi eccezionali” (per minori, tour in pullman e coincidenze di volo) restano ancora da definire. Un test al Terminal 4 di Madrid il mese scorso ha registrato tempi di registrazione medi di 2 minuti e 20 secondi, triplicando la capacità prevista.
Le associazioni di settore sollecitano la Commissione Europea e i governi nazionali a consentire esenzioni basate sul rischio, come la registrazione pre-viaggio tramite app di compagnie aeree o agenzie di viaggio e la possibilità di acquisire i dati biometrici dopo l’uscita dalla sala arrivi. Senza tali modifiche, sostengono, le stesse misure pensate per rafforzare la sicurezza alle frontiere potrebbero compromettere la ripresa post-pandemica dell’Europa, causando code di mezz’ora ai punti di controllo principali.
Per i responsabili dei viaggi aziendali il messaggio è chiaro: informare i dipendenti inviati e i dirigenti in visita di prevedere tempi extra negli itinerari tra arrivi intercontinentali extra-Schengen e collegamenti verso la Penisola Iberica o l’area intra-UE. I team di mobilità dovrebbero inoltre verificare i programmi di duty of care per garantire che i dati personali dei viaggiatori, ora inclusi gli identificatori biometrici, siano trattati in conformità al GDPR. Le aziende che si affidano a lavoratori stagionali temporanei devono predisporre piani di emergenza, poiché porti e confini terrestri nei Paesi Baschi, in Catalogna e in Andalusia introdurranno la stessa tecnologia durante l’estate.
A lungo termine, le autorità spagnole vedono l’EES come un passo verso frontiere completamente digitali che potrebbero velocizzare i passaggi per i “viaggiatori abituali affidabili”. Ma per l’estate 2026, il consenso è che la prima impressione per milioni di visitatori dipenderà non tanto da scanner all’avanguardia, quanto dal numero di agenti di frontiera assegnati a mantenere fluide le code.
L’EES sostituirà il timbro sul passaporto con un registro digitale di ogni ingresso e uscita di cittadini di paesi terzi, acquisendo immagini facciali e quattro impronte digitali la prima volta che un viaggiatore attraversa un confine esterno Schengen. Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat, Málaga-Costa del Sol e Palma di Maiorca hanno già installato centinaia di chioschi self-service, ma i responsabili aeroportuali hanno dichiarato a Euro Weekly News che i modelli di personale, la segnaletica e i “flussi eccezionali” (per minori, tour in pullman e coincidenze di volo) restano ancora da definire. Un test al Terminal 4 di Madrid il mese scorso ha registrato tempi di registrazione medi di 2 minuti e 20 secondi, triplicando la capacità prevista.
Le associazioni di settore sollecitano la Commissione Europea e i governi nazionali a consentire esenzioni basate sul rischio, come la registrazione pre-viaggio tramite app di compagnie aeree o agenzie di viaggio e la possibilità di acquisire i dati biometrici dopo l’uscita dalla sala arrivi. Senza tali modifiche, sostengono, le stesse misure pensate per rafforzare la sicurezza alle frontiere potrebbero compromettere la ripresa post-pandemica dell’Europa, causando code di mezz’ora ai punti di controllo principali.
Per i responsabili dei viaggi aziendali il messaggio è chiaro: informare i dipendenti inviati e i dirigenti in visita di prevedere tempi extra negli itinerari tra arrivi intercontinentali extra-Schengen e collegamenti verso la Penisola Iberica o l’area intra-UE. I team di mobilità dovrebbero inoltre verificare i programmi di duty of care per garantire che i dati personali dei viaggiatori, ora inclusi gli identificatori biometrici, siano trattati in conformità al GDPR. Le aziende che si affidano a lavoratori stagionali temporanei devono predisporre piani di emergenza, poiché porti e confini terrestri nei Paesi Baschi, in Catalogna e in Andalusia introdurranno la stessa tecnologia durante l’estate.
A lungo termine, le autorità spagnole vedono l’EES come un passo verso frontiere completamente digitali che potrebbero velocizzare i passaggi per i “viaggiatori abituali affidabili”. Ma per l’estate 2026, il consenso è che la prima impressione per milioni di visitatori dipenderà non tanto da scanner all’avanguardia, quanto dal numero di agenti di frontiera assegnati a mantenere fluide le code.
Fonte: Euro Weekly News
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