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Varsavia propone tariffe e test di discendenza più rigorosi per la Karta Polaka destinata alla diaspora

feb 19, 2026
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Varsavia propone tariffe e test di discendenza più rigorosi per la Karta Polaka destinata alla diaspora
Un progetto di modifica alla legge polacca sulla Karta Polaka, pubblicato il 18 febbraio, mira a restringere significativamente i requisiti per ottenere la tanto ambita “Carta Polacca”, un documento che facilita l’accesso a visti, permessi di lavoro, agevolazioni fiscali e assistenza per il reinsediamento per le persone di origine polacca. Il ministero degli Esteri intende limitare le future domande a chi può dimostrare un’ascendenza polacca diretta, eliminando la via alternativa che accettava certificazioni da organizzazioni culturali polacche dopo tre anni di partecipazione comunitaria.

Il disegno di legge introduce inoltre una tassa di elaborazione, ancora da definire, per nuove carte, rinnovi e modifiche dei dati, giustificando la misura con l’intensità del lavoro necessario per la verifica approfondita dei documenti e delle competenze linguistiche. Chi ha rinunciato alla cittadinanza polacca perderà automaticamente la Karta Polaka, mentre l’assistenza per il rimpatrio passerà da nove rate mensili a un unico pagamento una tantum al momento del rilascio del permesso di soggiorno permanente.

Varsavia propone tariffe e test di discendenza più rigorosi per la Karta Polaka destinata alla diaspora


Le autorità spiegano che le modifiche rispondono a “patologie ereditate da precedenti politiche migratorie”, tra cui certificati falsificati e abusi gestiti da intermediari. Solo nel 2025 la Polonia ha rilasciato quasi 28.000 carte, di cui il 40% a cittadini bielorussi, spinta dall’instabilità regionale e dalle favorevoli condizioni del mercato del lavoro. Le aziende che si affidano alla Karta Polaka per assumere talenti IT e ingegneristici dall’area orientale potrebbero dover affrontare tempi più lunghi e costi maggiori una volta che la modifica entrerà in vigore, probabilmente nel terzo trimestre del 2026.

Le associazioni della diaspora hanno accolto con favore gli sforzi per contrastare le frodi, ma avvertono che l’eliminazione del percorso basato sull’impegno culturale potrebbe penalizzare attivisti di lunga data privi di prove archivistiche dell’ascendenza, perse a causa dei cambiamenti di confine. Le aziende dovrebbero quindi rivedere i propri processi di assunzione e considerare opzioni alternative di soggiorno, come la Carta Blu UE o il nuovo visto per nomadi digitali della Polonia (lanciato a gennaio 2026), per i candidati interessati.
Fonte: Nasha Niva

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