
La tanto attesa revisione della direttiva UE sulla Carta Blu è entrata formalmente in vigore questa settimana, introducendo soglie salariali minime più basse, requisiti di durata contrattuale ridotti e una mobilità intra-UE facilitata per i lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi. La società di consulenza Fragomen segnala che la Polonia, che ha anticipato l’adozione delle principali disposizioni a giugno 2025, è già diventata il secondo maggior emittente di Carte Blu nell’Unione, con un aumento significativo delle approvazioni per professionisti IT ucraini e indiani (fragomen.com).
Secondo la revisione, gli Stati membri possono fissare le soglie salariali tra 1,0 e 1,6 volte la media del salario lordo nazionale, rispetto al precedente minimo UE di 1,5. La Polonia ha scelto il limite inferiore, circa 11.700 PLN al mese nel 2026, rendendo il permesso competitivo rispetto ai permessi nazionali combinati di soggiorno e lavoro. Tra le altre novità, viene riconosciuta l’esperienza professionale equivalente in sostituzione dei titoli di studio formali e i tempi di elaborazione sono ridotti, con un massimo di 60 giorni per i casi standard.
Per i datori di lavoro polacchi, in particolare nei settori tecnologico, ingegneristico e dei servizi aziendali, il nuovo sistema offre una procedura più rapida e trasferibile che copre posizioni in tutta l’UE senza dover ripetere i test sul mercato del lavoro. La Carta garantisce inoltre l’accesso immediato al mercato del lavoro per i partner e facilita il percorso verso la residenza permanente dopo 27 mesi di soggiorno legale.
Tuttavia, la revisione aumenta gli obblighi di conformità: le aziende devono notificare alle autorità ogni cambiamento sostanziale di ruolo o assegnazione intra-UE superiore a 90 giorni e restano responsabili dei costi di rimpatrio in caso di cessazione anticipata del contratto. I team HR sono invitati ad aggiornare le politiche di mobilità, confrontare la Carta Blu con i permessi nazionali polacchi — che in alcune regioni restano più rapidi — e prevedere nel budget le nuove tariffe governative in vigore dal 1° gennaio 2026.
Secondo la revisione, gli Stati membri possono fissare le soglie salariali tra 1,0 e 1,6 volte la media del salario lordo nazionale, rispetto al precedente minimo UE di 1,5. La Polonia ha scelto il limite inferiore, circa 11.700 PLN al mese nel 2026, rendendo il permesso competitivo rispetto ai permessi nazionali combinati di soggiorno e lavoro. Tra le altre novità, viene riconosciuta l’esperienza professionale equivalente in sostituzione dei titoli di studio formali e i tempi di elaborazione sono ridotti, con un massimo di 60 giorni per i casi standard.
Per i datori di lavoro polacchi, in particolare nei settori tecnologico, ingegneristico e dei servizi aziendali, il nuovo sistema offre una procedura più rapida e trasferibile che copre posizioni in tutta l’UE senza dover ripetere i test sul mercato del lavoro. La Carta garantisce inoltre l’accesso immediato al mercato del lavoro per i partner e facilita il percorso verso la residenza permanente dopo 27 mesi di soggiorno legale.
Tuttavia, la revisione aumenta gli obblighi di conformità: le aziende devono notificare alle autorità ogni cambiamento sostanziale di ruolo o assegnazione intra-UE superiore a 90 giorni e restano responsabili dei costi di rimpatrio in caso di cessazione anticipata del contratto. I team HR sono invitati ad aggiornare le politiche di mobilità, confrontare la Carta Blu con i permessi nazionali polacchi — che in alcune regioni restano più rapidi — e prevedere nel budget le nuove tariffe governative in vigore dal 1° gennaio 2026.
Fonte: Fragomen Insights
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