
I ministri dell’Interno dell’UE, riuniti a Bruxelles il 23 febbraio 2026, hanno dato l’approvazione definitiva a un regolamento che istituisce la prima lista ufficiale dell’Unione dei “paesi di origine sicuri” (Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco, Tunisia) e riforma il concetto di “paese terzo sicuro”. Sebbene le nuove norme entreranno in vigore solo il 12 giugno 2026, gli operatori irlandesi per le domande di asilo devono già adeguare le procedure nazionali al nuovo quadro normativo.
Secondo la prassi irlandese attuale, le richieste provenienti da molti degli Stati elencati sono già trattate con tempi accelerati, ma l’assenza di una lista vincolante a livello UE ha generato contenziosi sulla correttezza e uniformità dei processi. Il nuovo regolamento elimina questa incertezza: gli operatori per la protezione internazionale presso il Timberlay House di Dublino potranno considerare una domanda proveniente da un paese della lista manifestamente infondata, salvo che il richiedente non dimostri il contrario rispetto alla presunzione di sicurezza.
Per i datori di lavoro multinazionali che sponsorizzano richiedenti asilo nell’ambito del programma irlandese di accesso al mercato del lavoro, la novità comporta tempi di elaborazione ridotti – potenzialmente anche a soli dieci giorni lavorativi – e minore prevedibilità per i candidati provenienti dai sette paesi. I team HR sono quindi invitati a rivedere i processi di assunzione e valutare percorsi alternativi di mobilità del talento (ad esempio, i Permessi di Lavoro Generali) in caso di incertezza sullo status di rifugiato.
Le organizzazioni della società civile temono che l’etichetta a livello UE possa favorire rifiuti generalizzati e un aumento dell’uso della detenzione preventiva prima del rimpatrio. Il Dipartimento della Giustizia ha annunciato che aggiornerà le linee guida per gli operatori e le modifiche alla legge sulla protezione internazionale attualmente in discussione all’Oireachtas, per garantire un’applicazione “solida ma equa”. È prevista per aprile una campagna informativa rivolta ai soggetti che sponsorizzano comunitariamente.
Poiché il regolamento è direttamente applicabile, non è necessario un decreto di recepimento, ma i tribunali irlandesi potranno annullare decisioni che interpretino erroneamente le clausole di esenzione umanitaria. I consulenti per la mobilità dovranno monitorare eventuali cambiamenti giurisprudenziali che potrebbero influire sui tempi di autorizzazione al lavoro per i familiari dei richiedenti asilo.
Secondo la prassi irlandese attuale, le richieste provenienti da molti degli Stati elencati sono già trattate con tempi accelerati, ma l’assenza di una lista vincolante a livello UE ha generato contenziosi sulla correttezza e uniformità dei processi. Il nuovo regolamento elimina questa incertezza: gli operatori per la protezione internazionale presso il Timberlay House di Dublino potranno considerare una domanda proveniente da un paese della lista manifestamente infondata, salvo che il richiedente non dimostri il contrario rispetto alla presunzione di sicurezza.
Per i datori di lavoro multinazionali che sponsorizzano richiedenti asilo nell’ambito del programma irlandese di accesso al mercato del lavoro, la novità comporta tempi di elaborazione ridotti – potenzialmente anche a soli dieci giorni lavorativi – e minore prevedibilità per i candidati provenienti dai sette paesi. I team HR sono quindi invitati a rivedere i processi di assunzione e valutare percorsi alternativi di mobilità del talento (ad esempio, i Permessi di Lavoro Generali) in caso di incertezza sullo status di rifugiato.
Le organizzazioni della società civile temono che l’etichetta a livello UE possa favorire rifiuti generalizzati e un aumento dell’uso della detenzione preventiva prima del rimpatrio. Il Dipartimento della Giustizia ha annunciato che aggiornerà le linee guida per gli operatori e le modifiche alla legge sulla protezione internazionale attualmente in discussione all’Oireachtas, per garantire un’applicazione “solida ma equa”. È prevista per aprile una campagna informativa rivolta ai soggetti che sponsorizzano comunitariamente.
Poiché il regolamento è direttamente applicabile, non è necessario un decreto di recepimento, ma i tribunali irlandesi potranno annullare decisioni che interpretino erroneamente le clausole di esenzione umanitaria. I consulenti per la mobilità dovranno monitorare eventuali cambiamenti giurisprudenziali che potrebbero influire sui tempi di autorizzazione al lavoro per i familiari dei richiedenti asilo.
Fonte: Insight EU Monitoring
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