
Dopo sette mesi di sospensione legale, l’aeroporto Václav Havel di Praga riattiverà le telecamere di riconoscimento facciale basate sull’intelligenza artificiale, a seguito della sentenza del 26 febbraio 2026 della Corte Superiore della città. Il verdetto conferma che la Polizia Ceca, che gestisce il sistema, ha rispettato le rigorose condizioni previste dal Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale e dalle leggi nazionali sulla protezione dei dati. Le telecamere potranno quindi riprendere il confronto biometrico in tempo reale dei passeggeri con le liste di controllo nazionali e di Interpol a partire dal 15 marzo.
Le principali misure di sicurezza includono un “geofencing” approvato dal tribunale: la raccolta biometrica sarà limitata alle corsie di controllo passaporti in uscita per i voli extra-Schengen, senza alcuna sorveglianza nelle aree pubbliche di arrivo o nelle zone duty-free. I dati dovranno essere cancellati entro 36 ore, salvo che non emergano elementi utili per indagini, e solo ufficiali di alto grado potranno accedere alle immagini originali. Un revisore indipendente effettuerà ispezioni trimestrali, mentre l’Ufficio per la Protezione dei Dati Personali (ÚOOÚ) manterrà il potere di sospendere le operazioni in caso di violazioni.
Per i viaggiatori, l’impatto immediato sarà un’accelerazione nelle procedure di frontiera: la Polizia prevede che il sistema ridurrà di 15-20 secondi ogni controllo manuale del passaporto, un vantaggio significativo in vista dell’entrata in vigore ad aprile 2026 del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. Le compagnie aeree hanno accolto positivamente la decisione, sottolineando che code più brevi ridurranno i rischi di perdere coincidenze nel principale hub di transito europeo fuori dall’area Schengen.
Gli attivisti per i diritti civili restano però scettici; Digital Rights Watch CZ avverte che un possibile “mission creep” potrebbe estendere in futuro le scansioni facciali anche ai terminal nazionali o ai trasporti urbani. Le aziende che trasferiscono personale a Praga sono invitate a informare i viaggiatori sui controlli biometrici rinnovati e a consigliare a chi sceglie di non utilizzare le corsie automatizzate di prevedere tempi maggiori al controllo passaporti. Le multinazionali dovrebbero inoltre aggiornare le informative sulla privacy interne per riflettere il nuovo contesto di trattamento dati e verificare che le polizze assicurative di viaggio coprano eventuali ritardi dovuti a controlli secondari.
Più in generale, la decisione posiziona la Repubblica Ceca come uno dei primi Paesi a sperimentare controlli di frontiera basati sull’IA nel quadro normativo europeo. Si prevede che le autorità di regolamentazione di Austria e Spagna studieranno il progetto pilota di Praga prima di certificare sistemi analoghi negli aeroporti di Vienna e Madrid-Barajas entro la fine dell’anno.
Le principali misure di sicurezza includono un “geofencing” approvato dal tribunale: la raccolta biometrica sarà limitata alle corsie di controllo passaporti in uscita per i voli extra-Schengen, senza alcuna sorveglianza nelle aree pubbliche di arrivo o nelle zone duty-free. I dati dovranno essere cancellati entro 36 ore, salvo che non emergano elementi utili per indagini, e solo ufficiali di alto grado potranno accedere alle immagini originali. Un revisore indipendente effettuerà ispezioni trimestrali, mentre l’Ufficio per la Protezione dei Dati Personali (ÚOOÚ) manterrà il potere di sospendere le operazioni in caso di violazioni.
Per i viaggiatori, l’impatto immediato sarà un’accelerazione nelle procedure di frontiera: la Polizia prevede che il sistema ridurrà di 15-20 secondi ogni controllo manuale del passaporto, un vantaggio significativo in vista dell’entrata in vigore ad aprile 2026 del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. Le compagnie aeree hanno accolto positivamente la decisione, sottolineando che code più brevi ridurranno i rischi di perdere coincidenze nel principale hub di transito europeo fuori dall’area Schengen.
Gli attivisti per i diritti civili restano però scettici; Digital Rights Watch CZ avverte che un possibile “mission creep” potrebbe estendere in futuro le scansioni facciali anche ai terminal nazionali o ai trasporti urbani. Le aziende che trasferiscono personale a Praga sono invitate a informare i viaggiatori sui controlli biometrici rinnovati e a consigliare a chi sceglie di non utilizzare le corsie automatizzate di prevedere tempi maggiori al controllo passaporti. Le multinazionali dovrebbero inoltre aggiornare le informative sulla privacy interne per riflettere il nuovo contesto di trattamento dati e verificare che le polizze assicurative di viaggio coprano eventuali ritardi dovuti a controlli secondari.
Più in generale, la decisione posiziona la Repubblica Ceca come uno dei primi Paesi a sperimentare controlli di frontiera basati sull’IA nel quadro normativo europeo. Si prevede che le autorità di regolamentazione di Austria e Spagna studieranno il progetto pilota di Praga prima di certificare sistemi analoghi negli aeroporti di Vienna e Madrid-Barajas entro la fine dell’anno.
Fonte: Expats.cz
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