
L’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali (FRA) ha pubblicato il 27 febbraio dieci aggiornamenti nazionali al suo studio principale su abitazione e transizione climatica, evidenziando la Repubblica Ceca per le “forti pressioni sull’accessibilità abitativa” che colpiscono in modo sproporzionato cittadini di paesi terzi e lavoratori distaccati. Redatto dal centro di ricerca FRANET ceco, il rapporto segnala che le ristrutturazioni per l’efficienza energetica hanno fatto aumentare gli affitti fino al 18% nelle periferie di Praga dal 2022. Le famiglie migranti con visti di lavoro temporaneo spesso subiscono “renoviction”, cioè lo sfratto durante i lavori di isolamento, per poi dover affrontare affitti più alti che non possono permettersi. Lo studio mette in luce anche lacune nell’assistenza legale per i residenti non UE che contestano sfratti o annunci immobiliari discriminatori. La FRA raccomanda a Praga di accelerare l’istituzione dei previsti 115 Punti di Contatto per l’Abitazione (previsti dalla legge sul sostegno abitativo 2026) e di rendere le informazioni disponibili in ucraino, vietnamita e mongolo, le tre comunità migranti in più rapida crescita nel paese. Inoltre, suggerisce che i crediti d’imposta per l’installazione di pompe di calore siano esplicitamente vincolati al congelamento degli affitti per 24 mesi, misura che le camere di commercio ritengono fondamentale per stabilizzare la forza lavoro mobile cruciale per l’industria manifatturiera ceca. Perché è importante per la mobilità globale: i datori di lavoro che trasferiscono personale nel “Silicon Valley ceco” tra Praga e Brno devono già affrontare attese di 9 mesi per appartamenti adatti a famiglie. L’aumento degli affitti rischia di compromettere investimenti chiave nel settore dei semiconduttori in Boemia Centrale; diversi direttori HR hanno riferito ai ricercatori FRA di aver dirottato i dipendenti verso Dresda e Bratislava, dove il mercato immobiliare è più stabile. Il Ministero dell’Interno non ha ancora commentato, ma fonti interne indicano che i risultati influenzeranno una prossima modifica della Legge sul soggiorno degli stranieri, prevista per maggio, che potrebbe introdurre una “certificazione di locazione” simile alla Wohnungsgeberbestätigung tedesca, per tutelare i lavoratori stranieri da rescissioni contrattuali dell’ultimo minuto. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero tenere d’occhio questa evoluzione: obblighi più stringenti per i locatori potrebbero presto diventare un requisito di fatto per il rilascio dei permessi di lavoro.
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