
Meno di un mese prima che la timbratura del passaporto scompaia nell’area Schengen, la Francia ammette di poter non rispettare le tappe chiave per l’implementazione completa del Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. Fonti ufficiali hanno riferito a Connexion France che malfunzionamenti di chioschi e tablet fanno sì che solo circa la metà dei viaggiatori idonei venga processata digitalmente, ben lontano dall’obiettivo del 100% fissato per il 30 marzo.
Lanciato nell’ottobre 2025, l’EES richiede impronte digitali e immagini facciali ai visitatori non UE alle frontiere esterne del blocco. Il piano francese si basava su centinaia di chioschi self-service a CDG, Orly, porti dei traghetti e terminal Eurostar, ma gli utenti segnalano frequenti interruzioni che costringono a tornare ai controlli manuali. Ports de Normandie ha confermato di essere ancora in attesa dell’hardware fornito dallo Stato, mentre i terminal Eurotunnel sono ancora in modalità test parziale.
Il mancato rispetto delle soglie di avvio a fasi potrebbe spingere la Commissione Europea ad aprire procedure d’infrazione o a imporre misure di gestione delle code durante Pasqua e le Olimpiadi di luglio. Lunghe attese danneggerebbero le compagnie aeree con ripercussioni sui turni del personale e metterebbero a rischio la reputazione della Francia come paese ospitante di grandi eventi.
Le aziende che trasferiscono dipendenti o ruotano team di progetto devono prepararsi a una situazione imprevedibile alle frontiere aeree e marittime. Gli esperti di immigrazione consigliano di programmare gli arrivi fuori dalle fasce mattutine, prevedere budget per alloggi di emergenza e assicurarsi che il personale abbia la prova di iscrizione preventiva all’EES per velocizzare i controlli secondari.
Nel frattempo, gli aeroporti stanno accelerando l’integrazione dell’EES con i varchi elettronici PARAFE, così che residenti stranieri e viaggiatori d’affari frequenti possano tornare a utilizzare le corsie automatiche entro l’estate.
Lanciato nell’ottobre 2025, l’EES richiede impronte digitali e immagini facciali ai visitatori non UE alle frontiere esterne del blocco. Il piano francese si basava su centinaia di chioschi self-service a CDG, Orly, porti dei traghetti e terminal Eurostar, ma gli utenti segnalano frequenti interruzioni che costringono a tornare ai controlli manuali. Ports de Normandie ha confermato di essere ancora in attesa dell’hardware fornito dallo Stato, mentre i terminal Eurotunnel sono ancora in modalità test parziale.
Il mancato rispetto delle soglie di avvio a fasi potrebbe spingere la Commissione Europea ad aprire procedure d’infrazione o a imporre misure di gestione delle code durante Pasqua e le Olimpiadi di luglio. Lunghe attese danneggerebbero le compagnie aeree con ripercussioni sui turni del personale e metterebbero a rischio la reputazione della Francia come paese ospitante di grandi eventi.
Le aziende che trasferiscono dipendenti o ruotano team di progetto devono prepararsi a una situazione imprevedibile alle frontiere aeree e marittime. Gli esperti di immigrazione consigliano di programmare gli arrivi fuori dalle fasce mattutine, prevedere budget per alloggi di emergenza e assicurarsi che il personale abbia la prova di iscrizione preventiva all’EES per velocizzare i controlli secondari.
Nel frattempo, gli aeroporti stanno accelerando l’integrazione dell’EES con i varchi elettronici PARAFE, così che residenti stranieri e viaggiatori d’affari frequenti possano tornare a utilizzare le corsie automatiche entro l’estate.
Fonte: The Connexion