
Meno di un mese prima che la Francia completi l’introduzione graduale del Sistema di Entrata/Uscita dell’Unione Europea (EES), il ministero dell’Interno francese si trova ad affrontare problemi hardware e software che rischiano di compromettere i tempi previsti. Secondo quanto riportato da La Connexion, i chioschi e i dispositivi di pre-registrazione su tablet (PRD) installati a Parigi-Charles-de-Gaulle, Nizza, nei terminal Eurostar e nei principali porti dei traghetti continuano a non riuscire a catturare le impronte digitali o a interfacciarsi in modo affidabile con il database centrale dell’UE. Una fonte governativa citata dal giornale ammette che finora solo “circa un terzo” dei viaggiatori extra-UE è stato registrato con successo, ben al di sotto della soglia del 50% che la Francia avrebbe dovuto raggiungere entro il 10 marzo.
I problemi vanno da interruzioni sporadiche, che costringono gli agenti di frontiera a tornare ai controlli manuali, a incompatibilità tra il nuovo software biometrico e i varchi elettronici PARAFE. I responsabili portuali di Dover e l’operatore Eurotunnel Getlink dichiarano di attendere ancora il via libera dalle autorità francesi per attivare i chioschi per i passeggeri in auto, nonostante i test sulle corsie degli autobus siano iniziati a ottobre. Nel frattempo, a CDG si sono registrate lunghe code nelle ore di punta mattutine, alimentando timori di ingorghi durante le vacanze di Pasqua.
Le autorità francesi insistono sul fatto che il passaggio definitivo previsto per il 10 aprile – data in cui il timbro sul passaporto sarà sostituito da registrazioni digitali – rimane “tecnicamente fattibile”, ma la Commissione Europea ha pubblicamente indicato tre Stati membri, tra cui si ritiene ci sia la Francia, come “ancora molto lontani” dagli standard attuali. La Commissione ha avvertito che qualsiasi Stato non pronto sarà obbligato a continuare a timbrare i passaporti, creando una frontiera Schengen a due velocità e potenzialmente compromettendo l’efficacia del sistema.
Per i viaggiatori d’affari, l’incertezza implica la necessità di prevedere tempi supplementari ai punti di partenza e di verificare se il consulente per l’immigrazione preferito dal datore di lavoro abbia aggiornato le indicazioni sulle code EES. Le compagnie aeree stanno già consigliando ai passeggeri premium di presentarsi 30 minuti prima del solito per i voli verso Londra e New York, mentre Eurostar ha informato i titolari di conti aziendali che i biglietti flessibili potrebbero subire modifiche improvvise ai tempi di chiusura dell’imbarco.
Se la Francia non rispetterà la scadenza di aprile, potrebbe anche ritardare il lancio a livello europeo di ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio che dovrebbe integrarsi con i dati EES. Le multinazionali che trasferiscono personale in Francia questa primavera dovrebbero quindi monitorare le misure di emergenza – come le squadre mobili di registrazione nelle lounge aeroportuali – e informare i viaggiatori della possibile necessità di procedure manuali fino allo smaltimento dell’arretrato.
I problemi vanno da interruzioni sporadiche, che costringono gli agenti di frontiera a tornare ai controlli manuali, a incompatibilità tra il nuovo software biometrico e i varchi elettronici PARAFE. I responsabili portuali di Dover e l’operatore Eurotunnel Getlink dichiarano di attendere ancora il via libera dalle autorità francesi per attivare i chioschi per i passeggeri in auto, nonostante i test sulle corsie degli autobus siano iniziati a ottobre. Nel frattempo, a CDG si sono registrate lunghe code nelle ore di punta mattutine, alimentando timori di ingorghi durante le vacanze di Pasqua.
Le autorità francesi insistono sul fatto che il passaggio definitivo previsto per il 10 aprile – data in cui il timbro sul passaporto sarà sostituito da registrazioni digitali – rimane “tecnicamente fattibile”, ma la Commissione Europea ha pubblicamente indicato tre Stati membri, tra cui si ritiene ci sia la Francia, come “ancora molto lontani” dagli standard attuali. La Commissione ha avvertito che qualsiasi Stato non pronto sarà obbligato a continuare a timbrare i passaporti, creando una frontiera Schengen a due velocità e potenzialmente compromettendo l’efficacia del sistema.
Per i viaggiatori d’affari, l’incertezza implica la necessità di prevedere tempi supplementari ai punti di partenza e di verificare se il consulente per l’immigrazione preferito dal datore di lavoro abbia aggiornato le indicazioni sulle code EES. Le compagnie aeree stanno già consigliando ai passeggeri premium di presentarsi 30 minuti prima del solito per i voli verso Londra e New York, mentre Eurostar ha informato i titolari di conti aziendali che i biglietti flessibili potrebbero subire modifiche improvvise ai tempi di chiusura dell’imbarco.
Se la Francia non rispetterà la scadenza di aprile, potrebbe anche ritardare il lancio a livello europeo di ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio che dovrebbe integrarsi con i dati EES. Le multinazionali che trasferiscono personale in Francia questa primavera dovrebbero quindi monitorare le misure di emergenza – come le squadre mobili di registrazione nelle lounge aeroportuali – e informare i viaggiatori della possibile necessità di procedure manuali fino allo smaltimento dell’arretrato.
Fonte: The Connexion
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
Congestione dello Spazio Aereo in Tutta Europa: 661 Ritardi nei Voli, gli Scali Francesi tra i Più Colpiti
Lo sciopero Lufthansa del 12-13 marzo minaccia la connettività franco-tedesca nonostante il piano di emergenza