
In una svolta che rappresenterebbe il cambiamento più netto nella politica migratoria tedesca da oltre un decennio, il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato ai giornalisti a Berlino il 30 marzo che il suo governo avvierà una “rivalutazione completa” dello status di protezione di circa un milione di siriani residenti in Germania. Il cancelliere ha sostenuto che la situazione di sicurezza in Siria si è stabilizzata abbastanza, quasi 18 mesi dopo la fine formale della guerra civile, da giustificare rientri assistiti su larga scala nell’ambito di quella che ha definito una “partnership di migrazione circolare”. Secondo la proposta, le autorità migratorie esamineranno ogni caso nei prossimi 36 mesi, dando priorità a chi ha ottenuto la protezione temporanea solo per motivi umanitari e non ha ancora acquisito la residenza permanente. I siriani ben integrati — definiti da un impiego stabile, competenza linguistica e assenza di precedenti penali — saranno esentati e potranno rimanere o ottenere un permesso di soggiorno a lungo termine. Il governo federale afferma che il piano potrebbe offrire fino a 800.000 persone pacchetti di supporto per il trasferimento, inclusi contributi per la formazione professionale e assistenza abitativa in Siria, finanziati congiuntamente da Germania, UE e donatori del Golfo. Le associazioni imprenditoriali lanciano l’allarme. L’Associazione delle Camere di Commercio e Industria tedesche (DIHK) ha sottolineato che i cittadini siriani colmano lacune acute nei settori dell’edilizia, della sanità e della logistica; sostituirli richiederà un’accelerazione del reclutamento di lavoratori qualificati da altri paesi terzi. Contemporaneamente, Merz ha promesso un programma “Blue Card plus a corsia preferenziale” per compensare le perdite di manodopera, riducendo i tempi di elaborazione dei visti di lavoro a quattro settimane per le professioni in carenza. Sul piano politico, l’annuncio ha diviso la coalizione semaforo ed è già rimbalzato in tutta Europa. Austria e Danimarca hanno espresso sostegno per i rientri coordinati, mentre le ONG hanno messo in dubbio che le condizioni in Siria soddisfino davvero il criterio UE di “paese sicuro”. Sono attese sfide legali nei tribunali amministrativi tedeschi, e il ministero dell’Interno deve ancora definire le linee guida per l’applicazione conformi alla Convenzione di Ginevra e alla normativa europea sull’asilo. Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale, il messaggio è chiaro: i dipendenti siriani con permessi di protezione temporanea potrebbero essere sottoposti a revisioni dello status a partire dalla fine di aprile. Le aziende dovrebbero verificare i lavoratori interessati, assicurarsi che la documentazione di soggiorno sia aggiornata e prepararsi a sponsorizzare visti di lavoro alternativi, se necessario.
Fonte: Greek City Times