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La Francia Stabilisce un Nuovo Record di Approvazioni per l'Asilo, Accendendo il Dibattito sull'Immigrazione

apr 2, 2026
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La Francia Stabilisce un Nuovo Record di Approvazioni per l'Asilo, Accendendo il Dibattito sull'Immigrazione
Il Tribunale Nazionale per il Diritto d’Asilo (CNDA) della Francia ha pubblicato il rapporto sulle attività del 2025, rivelando che lo scorso anno sono stati concessi lo status di rifugiato o protezione sussidiaria a 78.782 persone, con un aumento del 12% che porta per la prima volta il tasso complessivo di riconoscimento oltre il 52%. Questi dati confermano una tendenza in crescita dall’inizio della pandemia e collocano la Francia, già seconda nell’UE per numero di richieste d’asilo dopo la Germania, su un percorso di ulteriore crescita nel 2026. Dietro a questo dato si cela un quadro complesso di crisi umanitarie e di evoluzione della giurisprudenza francese. Gli ucraini restano il gruppo più numeroso tra i richiedenti, mentre la nuova giurisprudenza del CNDA riconosce automaticamente i palestinesi di Gaza e Cisgiordania, le donne in fuga da violenze di genere in Iran e Somalia, e i richiedenti LGBTQ+ provenienti da paesi come Egitto e Sri Lanka. Questi precedenti legali riducono drasticamente i tempi di elaborazione e ampliano il ventaglio di nazionalità ammesse alla protezione. L’aumento avviene in un contesto politico in cui il governo di Emmanuel Macron cerca di inasprire le regole sull’immigrazione, aumentare le espulsioni e riformare i programmi di integrazione. Tuttavia, il tasso di espulsioni resta stabile intorno al 15%, mentre le prefetture sono sotto pressione dal Conseil d’État per rilasciare più permessi di soggiorno una volta concessa la protezione. Le associazioni imprenditoriali avvertono che la carenza di manodopera – soprattutto nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ospitalità – rende l’economia sempre più dipendente dai lavoratori appena protetti. Per le aziende, i dati indicano una forza lavoro più ampia ma anche maggiori obblighi di conformità. Rifugiati e titolari di protezione sussidiaria hanno il permesso di lavoro immediato; i team HR devono quindi predisporre procedure chiare per l’inserimento, che includano carte di soggiorno, registrazione fiscale e iscrizione alla sicurezza sociale. Le imprese con lavoratori distaccati dovranno inoltre monitorare le riforme in arrivo del Codice sull’Ingresso e Soggiorno degli Stranieri (CESEDA), attese per giugno 2026, che potrebbero riclassificare alcune categorie di permessi e introdurre sanzioni più severe per il lavoro irregolare. Infine, i responsabili della mobilità devono prepararsi a tempi più lunghi per i visti di ricongiungimento familiare. I consolati di Rabat, Kinshasa e Kiev – già oberati da carichi record – stanno destinando personale ai fascicoli familiari legati all’asilo, spostando gli appuntamenti per i visti d’affari più avanti nell’estate.
Fonte: yourNEWS

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