
L'Irlanda ha silenziosamente ampliato la lista dei paesi esenti da visto a 62 per il 2026, includendo Messico, Giappone, Corea del Sud e diversi stati dell'America Latina tra i cittadini che possono entrare fino a 90 giorni senza visto irlandese. Questa mossa avvicina le regole irlandesi per i soggiorni brevi a quelle del sistema Schengen ed è pensata per stimolare il turismo a lungo raggio in vista del picco estivo.
Sebbene l'Irlanda sia fuori dal codice di frontiera UE/Schengen, mantiene un'area di viaggio comune con il Regno Unito e storicamente concedeva l'ingresso senza visto principalmente a paesi dello Spazio Economico Europeo, Nord America e alcuni partner Asia-Pacifico. L'ultimo aggiornamento, confermato dall'agenzia turistica MICE Travel Advisor l'8 aprile, rappresenta la liberalizzazione più significativa dal lancio del programma di esenzione dal visto per soggiorni brevi durante la visita reale del 2011.
Tourism Ireland prevede che l'inclusione di mercati ad alto potere di spesa come Messico e Giappone possa generare 180 milioni di euro in più di entrate turistiche nei prossimi due anni, soprattutto per aeroporti regionali come Shannon e Cork, che puntano al traffico charter transatlantico e asiatico.
Per i responsabili dei viaggi d'affari, la novità semplifica la partecipazione a conferenze e incontri con clienti in Irlanda, eliminando la necessità di lunghe procedure online per il visto e appuntamenti biometrici. I visitatori devono comunque rispettare i controlli di frontiera standard — passaporto valido, prova di viaggio di ritorno e fondi sufficienti — ma gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che chi sfora i tempi rischia di compromettere future esenzioni dal visto.
Le aziende che ospitano collaboratori o consulenti devono verificare che l'esenzione di 90 giorni copra solo incontri di lavoro e non attività retribuite, per le quali resta obbligatorio il permesso di lavoro. Il Ministero della Giustizia non ha ancora pubblicato l'ordine legislativo completo, ma fonti ufficiali indicano che entrerà in vigore il 15 aprile, per dare tempo alle compagnie aeree di aggiornare i sistemi di imbarco. I responsabili dei viaggi devono monitorare le comunicazioni delle compagnie e aggiornare di conseguenza gli strumenti di valutazione pre-viaggio.
Sebbene l'Irlanda sia fuori dal codice di frontiera UE/Schengen, mantiene un'area di viaggio comune con il Regno Unito e storicamente concedeva l'ingresso senza visto principalmente a paesi dello Spazio Economico Europeo, Nord America e alcuni partner Asia-Pacifico. L'ultimo aggiornamento, confermato dall'agenzia turistica MICE Travel Advisor l'8 aprile, rappresenta la liberalizzazione più significativa dal lancio del programma di esenzione dal visto per soggiorni brevi durante la visita reale del 2011.
Tourism Ireland prevede che l'inclusione di mercati ad alto potere di spesa come Messico e Giappone possa generare 180 milioni di euro in più di entrate turistiche nei prossimi due anni, soprattutto per aeroporti regionali come Shannon e Cork, che puntano al traffico charter transatlantico e asiatico.
Per i responsabili dei viaggi d'affari, la novità semplifica la partecipazione a conferenze e incontri con clienti in Irlanda, eliminando la necessità di lunghe procedure online per il visto e appuntamenti biometrici. I visitatori devono comunque rispettare i controlli di frontiera standard — passaporto valido, prova di viaggio di ritorno e fondi sufficienti — ma gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che chi sfora i tempi rischia di compromettere future esenzioni dal visto.
Le aziende che ospitano collaboratori o consulenti devono verificare che l'esenzione di 90 giorni copra solo incontri di lavoro e non attività retribuite, per le quali resta obbligatorio il permesso di lavoro. Il Ministero della Giustizia non ha ancora pubblicato l'ordine legislativo completo, ma fonti ufficiali indicano che entrerà in vigore il 15 aprile, per dare tempo alle compagnie aeree di aggiornare i sistemi di imbarco. I responsabili dei viaggi devono monitorare le comunicazioni delle compagnie e aggiornare di conseguenza gli strumenti di valutazione pre-viaggio.
Fonte: MICE Travel Advisor
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