
La protesta nazionale di due giorni contro il caro carburante in Irlanda si è intensificata l'8 aprile, con convogli di camion, trattori e auto private che hanno bloccato le principali arterie stradali e le vie cittadine da Cork a Sligo. A Dublino, O’Connell Street si è trasformata durante la notte in un enorme parcheggio improvvisato, costringendo Dublin Bus, Bus Éireann e i servizi tranviari Luas a ridurre o deviare le corse. La polizia (Gardaí) ha avvertito di blocchi imminenti allo svincolo M1/M50, che serve l’aeroporto di Dublino, e al Port Tunnel, via cruciale per il trasporto merci verso il porto di Dublino. L’Autorità aeroportuale di Dublino ha invitato i passeggeri a prevedere tempi extra e a considerare i collegamenti ferroviari per evitare le chiusure stradali. Il movimento di protesta, guidato da gruppi eterogenei di autotrasportatori, agricoltori e piccoli imprenditori, chiede la sospensione temporanea della tassa sul carbonio e delle accise su diesel e cherosene. L’associazione di categoria Fuels for Ireland ha avvertito che il prolungato presidio dei depositi di carburante a Galway e Foynes potrebbe interrompere le forniture entro 48 ore, mettendo a rischio sia le stazioni di servizio sia il carburante jet-A per l’aviazione nel principale scalo della capitale. Un’interruzione prolungata avrebbe ripercussioni immediate sui viaggi aziendali in arrivo, sui programmi di trasporto aereo merci e sulle esportazioni farmaceutiche sensibili al fattore tempo, che dipendono dal trasporto just-in-time verso l’aeroporto. L’8 aprile i ministri del governo hanno convocato un vertice di crisi, definendo i blocchi “sabotaggio nazionale”. Il ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha annunciato che la polizia interverrà in caso di blocchi fisici a infrastrutture essenziali, inclusi gli aeroporti, richiamando i poteri di ordine pubblico previsti dalle leggi sui veicoli di servizio pubblico e sulle strade. Le associazioni imprenditoriali, come la Camera di Commercio di Dublino, stimano perdite giornaliere di produttività per 20 milioni di euro, mentre i dipendenti faticano a raggiungere gli uffici e le catene logistiche rallentano fino a procedere a passo d’uomo. Per i responsabili della mobilità globale il consiglio pratico è immediato: avvisare i viaggiatori con voli fino al 12 aprile, incentivare l’uso dei servizi Dublin Express e Aircoach, che possono ancora accedere tramite il Port Tunnel quando aperto, e deviare le spedizioni critiche attraverso Shannon o Belfast se i presidi ai depositi di carburante proseguono. I datori di lavoro dovrebbero ricordare ai dipendenti distaccati che le normative sul tempo di lavoro restano valide anche in caso di viaggi prolungati e prepararsi a rimborsare eventuali pernottamenti se si perdono partenze serali.
Fonte: EchoLive / Anglo Celt
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