
Il Ministero dell'Economia e del Turismo ha silenziosamente aggiornato il 13 aprile 2026 il suo portale in lingua inglese “Entry Requirements”, segnando la fase finale della transizione degli Emirati Arabi Uniti verso un processo di visto completamente digitale. La pagina aggiornata, con timbro orario alle 13:15 GST del 13 aprile, elimina ogni riferimento ai centri di domanda cartacei e indirizza i richiedenti alla piattaforma federale ICP Smart Services, al portale GDRFA-Dubai o agli sportelli visti di compagnie aeree e hotel già integrati con le API governative. Anche i moduli manuali, un tempo onnipresenti, per visti business, lavoro a distanza e turistici multi-ingresso sono spariti dal sito.
Dietro il rinnovamento del sito c’è un programma di modernizzazione biennale che ha trasferito i dati di immigrazione su un’unica infrastruttura blockchain condivisa dal Ministero dell’Interno, dall’Autorità Federale per Identità, Cittadinanza, Dogane e Sicurezza Portuale (ICP) e dal sistema dell’aviazione civile nazionale. Ai viaggiatori viene ora assegnato un “Numero Unificato” al momento dell’approvazione dell’e-visa, permettendo alle compagnie aeree di verificare l’idoneità e pre-approvare i passeggeri prima dell’imbarco — una funzione già attivata da Etihad, Emirates, flydubai e Air Arabia all’inizio di questo trimestre.
Per gli espatriati residenti negli Emirati, lo strumento funge anche da meccanismo di recupero per i numeri Emirates ID in fase di rinnovo, un problema noto per i team HR. Dal punto di vista della mobilità aziendale, le implicazioni sono immediate: i responsabili della mobilità globale possono ottenere aggiornamenti in tempo reale tramite l’API ICP o agenti visti accreditati, riducendo i tempi di elaborazione da settimane a pochi giorni. Poiché impronte digitali e immagini facciali catturate al primo ingresso sono ora permanentemente collegate all’UID del viaggiatore, le richieste di rinnovo o cambio di status possono essere completate interamente online, senza visite agli uffici immigrazione. Le autorità stimano che questo cambiamento eviterà oltre due milioni di visite agli sportelli ogni anno.
Anche gli aeroporti ne trarranno vantaggio: l’Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB) già dispone di 122 varchi biometrici smart; Abu Dhabi e Sharjah amplieranno sistemi simili prima del picco invernale 2026-27. L’Autorità Generale per l’Aviazione Civile prevede che la nuova pipeline dati ridurrà di 30-40 secondi i tempi medi di controllo immigrazione, fondamentale in un periodo di volumi record causati da disagi nei voli.
Guardando al futuro, le autorità assicurano che il portale sarà aggiornato dinamicamente con l’introduzione di nuove categorie di visto, come il prossimo visto “Grand Tours” del GCC, garantendo una fonte unica e affidabile per viaggiatori e compagnie aeree. Per i datori di lavoro, il messaggio è chiaro: le domande cartacee tramite centri di digitazione sono ormai l’eccezione. Le aziende devono rivedere le politiche interne di trasferimento per assicurare che dipendenti e familiari si registrino attraverso i canali digitali corretti e aggiornare i manuali del personale per riflettere la fine della gestione manuale. In caso contrario, si rischiano ingressi negati o costosi cambi di itinerario dell’ultimo minuto, soprattutto per visitatori business che si aspettano ancora il visto all’arrivo, non più disponibile per alcune nazionalità.
Dietro il rinnovamento del sito c’è un programma di modernizzazione biennale che ha trasferito i dati di immigrazione su un’unica infrastruttura blockchain condivisa dal Ministero dell’Interno, dall’Autorità Federale per Identità, Cittadinanza, Dogane e Sicurezza Portuale (ICP) e dal sistema dell’aviazione civile nazionale. Ai viaggiatori viene ora assegnato un “Numero Unificato” al momento dell’approvazione dell’e-visa, permettendo alle compagnie aeree di verificare l’idoneità e pre-approvare i passeggeri prima dell’imbarco — una funzione già attivata da Etihad, Emirates, flydubai e Air Arabia all’inizio di questo trimestre.
Per gli espatriati residenti negli Emirati, lo strumento funge anche da meccanismo di recupero per i numeri Emirates ID in fase di rinnovo, un problema noto per i team HR. Dal punto di vista della mobilità aziendale, le implicazioni sono immediate: i responsabili della mobilità globale possono ottenere aggiornamenti in tempo reale tramite l’API ICP o agenti visti accreditati, riducendo i tempi di elaborazione da settimane a pochi giorni. Poiché impronte digitali e immagini facciali catturate al primo ingresso sono ora permanentemente collegate all’UID del viaggiatore, le richieste di rinnovo o cambio di status possono essere completate interamente online, senza visite agli uffici immigrazione. Le autorità stimano che questo cambiamento eviterà oltre due milioni di visite agli sportelli ogni anno.
Anche gli aeroporti ne trarranno vantaggio: l’Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB) già dispone di 122 varchi biometrici smart; Abu Dhabi e Sharjah amplieranno sistemi simili prima del picco invernale 2026-27. L’Autorità Generale per l’Aviazione Civile prevede che la nuova pipeline dati ridurrà di 30-40 secondi i tempi medi di controllo immigrazione, fondamentale in un periodo di volumi record causati da disagi nei voli.
Guardando al futuro, le autorità assicurano che il portale sarà aggiornato dinamicamente con l’introduzione di nuove categorie di visto, come il prossimo visto “Grand Tours” del GCC, garantendo una fonte unica e affidabile per viaggiatori e compagnie aeree. Per i datori di lavoro, il messaggio è chiaro: le domande cartacee tramite centri di digitazione sono ormai l’eccezione. Le aziende devono rivedere le politiche interne di trasferimento per assicurare che dipendenti e familiari si registrino attraverso i canali digitali corretti e aggiornare i manuali del personale per riflettere la fine della gestione manuale. In caso contrario, si rischiano ingressi negati o costosi cambi di itinerario dell’ultimo minuto, soprattutto per visitatori business che si aspettano ancora il visto all’arrivo, non più disponibile per alcune nazionalità.
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