
Lo sciopero presso l’operatore postale parzialmente privatizzato del Belgio, Bpost, è entrato nella sua quarta settimana il 20 aprile, e gli effetti a catena si stanno ora ripercuotendo sui programmi di mobilità. L’azienda ha confermato che l’elaborazione dei pacchi è stata sospesa in Vallonia e Bruxelles, mentre le strutture fiamminghe operano con ritardi. I dati di tracciamento di molte spedizioni — comprese le carte di soggiorno, i permessi di lavoro originali e le buste del Servizio Consolare — resteranno bloccati fino al ritorno alla normalità.
Lo sciopero riguarda il piano “Transformation 2027” di Bpost, che prevede lo spostamento di migliaia di dipendenti dalle tradizionali rotte di lettere a quelle esclusivamente per pacchi, introducendo orari più flessibili. I sindacati sostengono che la proposta mette a rischio la sicurezza del posto di lavoro e peggiorerà le condizioni lavorative, mentre la direzione insiste che la ristrutturazione è essenziale per compensare il calo a doppia cifra dei volumi di lettere dal 2020.
Le trattative di mediazione sono riprese lunedì ma si sono concluse senza accordo, spingendo i sindacati a prolungare i picchetti nei centri di smistamento di Neder-Over-Heembeek e Charleroi. Per i team di mobilità globale l’impatto è immediato: gli uffici comunali dipendono dalla rete sicura di Bpost per inviare le nuove carte d’identità elettroniche e i documenti Allegato 46 ai lavoratori stranieri. Diverse municipalità di Bruxelles hanno già avvisato i richiedenti di aspettarsi ritardi di due-tre settimane prima di poter ritirare le carte, prerequisito per la registrazione locale, l’apertura di un conto bancario o la firma di un contratto di affitto.
I datori di lavoro che trasferiscono personale in Vallonia segnalano che le decisioni originali sui permessi di lavoro non sono ancora arrivate, costringendo a posticipare le date di inizio. Gli esperti di logistica avvertono che deviare documenti sensibili tramite corrieri privati non è semplice, poiché carte d’identità e visti rientrano nelle regole belghe della “corrispondenza ufficiale”, che riserva la consegna dell’ultimo miglio a Bpost. Nel frattempo, le aziende consigliano ai viaggiatori di portare con sé email di approvazione stampate e conferme di appuntamento durante i controlli alle frontiere belghe.
Sebbene i volumi di pacchi tendano a diminuire dopo Pasqua, gli analisti stimano che lo sciopero prolungato potrebbe già costare alle PMI fino a 5 milioni di euro al giorno in consegne mancate. A meno di una svolta entro questa settimana, il disagio rischia di protrarsi fino al 1° maggio, festa tradizionalmente uno dei fine settimana più intensi per i trasferimenti.
Lo sciopero riguarda il piano “Transformation 2027” di Bpost, che prevede lo spostamento di migliaia di dipendenti dalle tradizionali rotte di lettere a quelle esclusivamente per pacchi, introducendo orari più flessibili. I sindacati sostengono che la proposta mette a rischio la sicurezza del posto di lavoro e peggiorerà le condizioni lavorative, mentre la direzione insiste che la ristrutturazione è essenziale per compensare il calo a doppia cifra dei volumi di lettere dal 2020.
Le trattative di mediazione sono riprese lunedì ma si sono concluse senza accordo, spingendo i sindacati a prolungare i picchetti nei centri di smistamento di Neder-Over-Heembeek e Charleroi. Per i team di mobilità globale l’impatto è immediato: gli uffici comunali dipendono dalla rete sicura di Bpost per inviare le nuove carte d’identità elettroniche e i documenti Allegato 46 ai lavoratori stranieri. Diverse municipalità di Bruxelles hanno già avvisato i richiedenti di aspettarsi ritardi di due-tre settimane prima di poter ritirare le carte, prerequisito per la registrazione locale, l’apertura di un conto bancario o la firma di un contratto di affitto.
I datori di lavoro che trasferiscono personale in Vallonia segnalano che le decisioni originali sui permessi di lavoro non sono ancora arrivate, costringendo a posticipare le date di inizio. Gli esperti di logistica avvertono che deviare documenti sensibili tramite corrieri privati non è semplice, poiché carte d’identità e visti rientrano nelle regole belghe della “corrispondenza ufficiale”, che riserva la consegna dell’ultimo miglio a Bpost. Nel frattempo, le aziende consigliano ai viaggiatori di portare con sé email di approvazione stampate e conferme di appuntamento durante i controlli alle frontiere belghe.
Sebbene i volumi di pacchi tendano a diminuire dopo Pasqua, gli analisti stimano che lo sciopero prolungato potrebbe già costare alle PMI fino a 5 milioni di euro al giorno in consegne mancate. A meno di una svolta entro questa settimana, il disagio rischia di protrarsi fino al 1° maggio, festa tradizionalmente uno dei fine settimana più intensi per i trasferimenti.
Fonte: The Star / Xinhua
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