
Le forze di polizia e le unità della guardia costiera belghe hanno registrato un netto aumento dei tentativi di attraversamento della Manica dalle spiagge del West Flanders, segnalando uno spostamento verso nord delle reti di trafficanti di esseri umani, a seguito dell’intensificarsi dei controlli francesi. Secondo il portavoce della polizia, An Berger, finora nel 2026 sono stati intercettati o confermati 17 tentativi di partenza, rispetto a un massimo di due all’anno dal 2021.
Sebbene rappresentino ancora una frazione delle 41.500 traversate in piccole imbarcazioni registrate lo scorso anno sul lato francese, questo improvviso aumento ha spinto a convocare riunioni di emergenza tra autorità federali, locali e britanniche. Fonti delle forze dell’ordine riferiscono che i trafficanti stanno sperimentando tattiche di “taxi-boat”: gommoni partono da una spiaggia belga con pochi migranti, seguono la costa per imbarcarne altri in Francia e poi attraversano rapidamente lo Stretto una volta al completo.
Chris Borowski, portavoce di Frontex, ha dichiarato a Brussels Signal che il rafforzamento della sorveglianza intorno a Calais sta “spingendo i trafficanti a innovare”, mentre la lunga costa belga, caratterizzata da dune, offre numerosi punti di partenza discreti. Il Belgio ha risposto schierando droni, elicotteri con telecamere termiche e pattuglie congiunte di polizia federale, polizia marittima e doganale. Il commissario di polizia Jan Maertens ha sottolineato che i mezzi aerei facilitano il monitoraggio dei migranti dall’alto, ma ha avvertito che il clima più mite della primavera potrebbe favorire un aumento delle partenze.
In un recente salvataggio vicino a De Haan, i volontari hanno recuperato 19 persone da un gommone in affondamento, di cui solo uno indossava il giubbotto di salvataggio. Per i responsabili della mobilità aziendale, questa evoluzione comporta nuove responsabilità in termini di duty of care. Il personale assegnato a impianti costieri o progetti eolici in Belgio potrebbe essere soggetto a controlli d’identità improvvisi, mentre le aziende di logistica che operano nei porti di Zeebrugge e Ostenda devono prepararsi a possibili ritardi dovuti a ispezioni mirate nei parcheggi dei camion.
Gli esperti di gestione del rischio di viaggio consigliano inoltre di aggiornare i piani di risposta alle crisi per tenere conto di eventuali chiusure improvvise delle spiagge o deviazioni del traffico. Il ministro per la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha definito i numeri “bassi ma preoccupanti”, aggiungendo che ogni imbarcazione in partenza è “una di troppo”. Ha chiesto al Consiglio UE di accelerare l’invio di ulteriori risorse Frontex per la costa belga e sta valutando le proposte britanniche per voli congiunti di rimpatrio.
L’evoluzione di questo fenomeno in un corridoio stabile dipenderà dalla rapidità con cui le reti di trafficanti riusciranno a rimpiazzare le imbarcazioni sequestrate nelle operazioni di polizia in corso.
Sebbene rappresentino ancora una frazione delle 41.500 traversate in piccole imbarcazioni registrate lo scorso anno sul lato francese, questo improvviso aumento ha spinto a convocare riunioni di emergenza tra autorità federali, locali e britanniche. Fonti delle forze dell’ordine riferiscono che i trafficanti stanno sperimentando tattiche di “taxi-boat”: gommoni partono da una spiaggia belga con pochi migranti, seguono la costa per imbarcarne altri in Francia e poi attraversano rapidamente lo Stretto una volta al completo.
Chris Borowski, portavoce di Frontex, ha dichiarato a Brussels Signal che il rafforzamento della sorveglianza intorno a Calais sta “spingendo i trafficanti a innovare”, mentre la lunga costa belga, caratterizzata da dune, offre numerosi punti di partenza discreti. Il Belgio ha risposto schierando droni, elicotteri con telecamere termiche e pattuglie congiunte di polizia federale, polizia marittima e doganale. Il commissario di polizia Jan Maertens ha sottolineato che i mezzi aerei facilitano il monitoraggio dei migranti dall’alto, ma ha avvertito che il clima più mite della primavera potrebbe favorire un aumento delle partenze.
In un recente salvataggio vicino a De Haan, i volontari hanno recuperato 19 persone da un gommone in affondamento, di cui solo uno indossava il giubbotto di salvataggio. Per i responsabili della mobilità aziendale, questa evoluzione comporta nuove responsabilità in termini di duty of care. Il personale assegnato a impianti costieri o progetti eolici in Belgio potrebbe essere soggetto a controlli d’identità improvvisi, mentre le aziende di logistica che operano nei porti di Zeebrugge e Ostenda devono prepararsi a possibili ritardi dovuti a ispezioni mirate nei parcheggi dei camion.
Gli esperti di gestione del rischio di viaggio consigliano inoltre di aggiornare i piani di risposta alle crisi per tenere conto di eventuali chiusure improvvise delle spiagge o deviazioni del traffico. Il ministro per la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha definito i numeri “bassi ma preoccupanti”, aggiungendo che ogni imbarcazione in partenza è “una di troppo”. Ha chiesto al Consiglio UE di accelerare l’invio di ulteriori risorse Frontex per la costa belga e sta valutando le proposte britanniche per voli congiunti di rimpatrio.
L’evoluzione di questo fenomeno in un corridoio stabile dipenderà dalla rapidità con cui le reti di trafficanti riusciranno a rimpiazzare le imbarcazioni sequestrate nelle operazioni di polizia in corso.
Fonte: Brussels Signal
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