
Il Consiglio federale svizzero ha approvato un accordo che integra formalmente i 26 cantoni nella governance del prossimo pacchetto “Bilaterali III” con l’Unione Europea. La decisione, annunciata il 22 aprile 2026, risponde a richieste di lunga data dei cantoni per un ruolo statutario nell’applicazione di elementi istituzionali come l’allineamento dinamico della legislazione e le procedure di risoluzione delle controversie, temi che incidono direttamente sulla mobilità transfrontaliera e sull’accesso reciproco ai mercati. Pur essendo una questione di natura costituzionale, l’accordo ha implicazioni pratiche per le imprese che dipendono dalla libera circolazione del personale nell’ambito del regime svizzero-UE sulla libera circolazione delle persone (FMP). Garantendo ai cantoni un posto nei comitati congiunti e nelle commissioni di selezione per i monitor degli aiuti di Stato, Berna punta a facilitare la ratifica interna e a garantire un’applicazione uniforme delle nuove regole sulla mobilità che emergeranno dalle trattative sui Bilaterali III. L’intesa deve ancora superare l’esame parlamentare, ma la sua approvazione elimina un ostacolo interno cruciale e invia a Bruxelles un segnale chiaro: la Svizzera ha costruito meccanismi di consenso interno solidi. Per i team di mobilità internazionale, questa evoluzione riduce il rischio di divergenze normative improvvise tra cantoni, un aspetto fondamentale per le aziende che operano in più regioni svizzere o che inviano personale secondo le regole UE sui servizi di breve durata (90/180 giorni). Qualora il Parlamento modificasse sostanzialmente le basi legali, l’accordo sarà nuovamente sottoposto all’approvazione cantonale e federale. Fino ad allora, le imprese impegnate nel reclutamento transfrontaliero dovrebbero continuare a monitorare le discussioni sul controllo degli aiuti di Stato e sugli organismi di risoluzione delle controversie, poiché potrebbero influenzare le future strategie di accesso al mercato e di distacco del personale.