
Emirates Airline ha aggiornato discretamente la sua pagina pubblica degli Aggiornamenti di Viaggio il 28 maggio 2026, evidenziando una rapida ondata di controlli sanitari legati all’Ebola che stanno emergendo negli aeroporti di tutto il mondo. Il ceppo Bundibugyo, rilevato nella Repubblica Democratica del Congo all’inizio di questo mese, ha spinto un numero crescente di governi — tra cui Stati Uniti, Canada, India e diversi Paesi del GCC — a imporre controlli della temperatura, moduli sulla storia sanitaria o addirittura divieti di ingresso per i viaggiatori che sono stati recentemente in RDC, Uganda o Sud Sudan.
Per le aziende con sede negli Emirati Arabi Uniti, questa situazione è immediatamente rilevante. Dubai e Abu Dhabi sono snodi globali di collegamento: un dirigente finanziario che vola AUH-FRA-IAD o un ingegnere di progetto con itinerario DXB-ADD-NBO potrebbe comunque essere sottoposto a controlli sanitari a valle se il suo percorso include una tappa precedente o successiva in Africa orientale. Emirates invita quindi i passeggeri a verificare **esattamente** i requisiti della loro destinazione finale, senza affidarsi solo ai controlli effettuati dalla compagnia aerea.
Lo status Business Class o Skywards Platinum non esenta nessuno dai protocolli sanitari all’arrivo; alcuni Paesi stanno deviando tutti gli arrivi “Categoria A” verso aeroporti designati per ispezioni mediche. L’avviso ricorda inoltre che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea e il programma di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) del Regno Unito entreranno in piena operatività entro la fine dell’anno. I viaggiatori frequenti con visti di lavoro britannici devono collegare il passaporto attuale al loro account e-Visa UKVI prima di partire, per evitare ritardi o addirittura il rifiuto dell’imbarco durante il transito a Dubai.
I responsabili del rischio delle multinazionali con sede negli UAE dovrebbero aggiornare i flussi di approvazione pre-viaggio per includere le ultime regole di screening per l’Ebola e assicurarsi che i viaggiatori prevedano tempi supplementari per le coincidenze. Le compagnie aeree rinunceranno alle penali di modifica solo se il governo della destinazione vieta esplicitamente l’ingresso; altrimenti, i costi di riemissione saranno a carico del viaggiatore o del datore di lavoro. Le aziende che inviano regolarmente personale in Africa centrale stanno già rivedendo le coperture assicurative e le clausole di evacuazione medica.
Consiglio pratico: conservate le carte d’imbarco e i timbri sul passaporto per almeno 30 giorni dopo il viaggio — diversi Paesi ora richiedono la prova che non si sia transitato attraverso Stati colpiti, anche se il passaporto non riporta visti di ingresso da quelle nazioni.
Per le aziende con sede negli Emirati Arabi Uniti, questa situazione è immediatamente rilevante. Dubai e Abu Dhabi sono snodi globali di collegamento: un dirigente finanziario che vola AUH-FRA-IAD o un ingegnere di progetto con itinerario DXB-ADD-NBO potrebbe comunque essere sottoposto a controlli sanitari a valle se il suo percorso include una tappa precedente o successiva in Africa orientale. Emirates invita quindi i passeggeri a verificare **esattamente** i requisiti della loro destinazione finale, senza affidarsi solo ai controlli effettuati dalla compagnia aerea.
Lo status Business Class o Skywards Platinum non esenta nessuno dai protocolli sanitari all’arrivo; alcuni Paesi stanno deviando tutti gli arrivi “Categoria A” verso aeroporti designati per ispezioni mediche. L’avviso ricorda inoltre che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea e il programma di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) del Regno Unito entreranno in piena operatività entro la fine dell’anno. I viaggiatori frequenti con visti di lavoro britannici devono collegare il passaporto attuale al loro account e-Visa UKVI prima di partire, per evitare ritardi o addirittura il rifiuto dell’imbarco durante il transito a Dubai.
I responsabili del rischio delle multinazionali con sede negli UAE dovrebbero aggiornare i flussi di approvazione pre-viaggio per includere le ultime regole di screening per l’Ebola e assicurarsi che i viaggiatori prevedano tempi supplementari per le coincidenze. Le compagnie aeree rinunceranno alle penali di modifica solo se il governo della destinazione vieta esplicitamente l’ingresso; altrimenti, i costi di riemissione saranno a carico del viaggiatore o del datore di lavoro. Le aziende che inviano regolarmente personale in Africa centrale stanno già rivedendo le coperture assicurative e le clausole di evacuazione medica.
Consiglio pratico: conservate le carte d’imbarco e i timbri sul passaporto per almeno 30 giorni dopo il viaggio — diversi Paesi ora richiedono la prova che non si sia transitato attraverso Stati colpiti, anche se il passaporto non riporta visti di ingresso da quelle nazioni.
Fonte: Emirates Travel Updates
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