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Kunasek della FPÖ chiede regole più severe per la cittadinanza austriaca mentre aumentano le naturalizzazioni

mag 29, 2026
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Kunasek della FPÖ chiede regole più severe per la cittadinanza austriaca mentre aumentano le naturalizzazioni
Il governatore provinciale della Stiria, Mario Kunasek (Partito della Libertà, FPÖ), ha riacceso il dibattito sull’acquisizione della cittadinanza in Austria dopo che l’Istituto di Statistica austriaco ha rivelato un quasi raddoppio delle nuove naturalizzazioni nel primo trimestre del 2026. Su 580 naturalizzazioni tra gennaio e marzo, in aumento del 94% rispetto all’anno precedente, i cittadini siriani e afghani rappresentano la quota maggiore, poiché il gruppo arrivato durante la crisi dei rifugiati del 2015 ora può fare domanda. Kunasek sostiene che l’attuale requisito di residenza di dieci anni sia troppo permissivo e propone di estenderlo a quindici anni, insieme a criteri più severi per lingua, test di storia e soglie di reddito. Propone inoltre che venga considerato solo il “reddito realmente guadagnato” per dimostrare l’autosufficienza, escludendo esplicitamente assegni, sussidi e borse di studio, e chiede controlli di sicurezza più approfonditi per escludere “atteggiamenti anti-statali”. Il ministro dell’Interno Gerhard Karner (ÖVP) ha risposto che l’Austria ha già uno dei regimi di cittadinanza più rigidi d’Europa, dopo le riforme introdotte dall’ex ministro FPÖ Herbert Kickl nel 2018. Karner sottolinea che l’attuazione è responsabilità dei Länder e non vede necessità di modifiche a livello federale, aprendo così la strada a uno scontro interno al governo in vista della sessione parlamentare autunnale. Perché è importante per la mobilità globale: il rigido percorso di naturalizzazione austriaco rappresenta una preoccupazione chiave per le multinazionali che vogliono trattenere talenti a lungo termine. Estendere il periodo di qualificazione o restringere la definizione di reddito allungherebbe il percorso da titolare di permesso di lavoro a pieno diritto di mobilità nell’UE, riducendo potenzialmente l’attrattività dell’Austria per dirigenti non UE e le loro famiglie. Le aziende dovrebbero seguire l’evoluzione parlamentare e prepararsi a rivedere la pianificazione delle assegnazioni a lungo termine e gli incentivi alla retention. Gli espatriati prossimi al decimo anno sono invitati a presentare domanda tempestivamente, poiché eventuali modifiche retroattive potrebbero azzerare il loro conteggio. I datori di lavoro dovrebbero inoltre informare il personale straniero che i benefici sociali potrebbero non essere riconosciuti come reddito valido se la proposta di Kunasek dovesse prendere piede.
Fonte: ORF Steiermark

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