
A meno di due mesi dal completamento dell’implementazione del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE in Spagna, i flussi di passeggeri nei principali aeroporti stanno cedendo sotto la pressione. Da aprile, tutti i cittadini di paesi terzi devono registrare immagini facciali e quattro impronte digitali all’arrivo, un processo che l’operatore aeroportuale Aena ammette richiedere fino a due minuti per viaggiatore in caso di malfunzionamenti delle apparecchiature. Domenica 31 maggio, i viaggiatori d’affari hanno segnalato code superiori a un’ora a Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat e Málaga-Costa del Sol. Le compagnie aeree hanno avvertito di collegamenti persi e consigliano ai passeggeri non UE di presentarsi almeno tre ore prima della partenza, erodendo il vantaggio competitivo che la Spagna aveva guadagnato con il suo concetto “fast-lane” pre-pandemia per i viaggiatori frequenti.
Ciò che distingue la Spagna è il suo rifiuto, finora, di adottare le sospensioni parziali autorizzate da Bruxelles. L’Italia ha ottenuto il permesso di sospendere la raccolta biometrica nei periodi di picco, il Portogallo limita i dati raccolti e la Grecia esenta i turisti britannici su voli charter selezionati. Il Ministerio del Interior spagnolo sostiene che un’applicazione uniforme sia fondamentale per evitare il “forum-shopping” tra i membri Schengen, ma i gruppi di settore guidati da IATA e Ryanair avvertono che questa posizione rischia di paralizzare gli aeroporti proprio all’inizio della stagione turistica e congressuale estiva.
Per i team di mobilità globale le implicazioni operative sono immediate: tempi di permanenza più lunghi all’arrivo, finestre di connessione più strette e maggiore probabilità di riprenotazioni o pernottamenti forzati. Le aziende dovrebbero aggiornare le linee guida sulle politiche di viaggio, considerare i costi potenziali legati a violazioni del dovere di cura e monitorare se il governo spagnolo seguirà infine l’esempio dei vicini richiedendo una deroga.
A medio termine, l’insistenza della Spagna sulla piena conformità all’EES potrebbe rafforzare la sua reputazione per un controllo rigoroso delle frontiere esterne, un elemento da considerare per le aziende che scelgono un hub UE per assegnazioni rotazionali. Dietro le quinte, fonti della Confederación Española de Hoteles rivelano che gli albergatori temono un bis dei disservizi causati dai guasti agli e-Gate nel 2023, che avevano fatto calare i tassi di occupazione di sei punti a luglio. Se non arriverà una soluzione prima del picco di agosto, l’obiettivo della Spagna di superare i 93 milioni di visitatori internazionali quest’anno potrebbe essere a rischio.
Ciò che distingue la Spagna è il suo rifiuto, finora, di adottare le sospensioni parziali autorizzate da Bruxelles. L’Italia ha ottenuto il permesso di sospendere la raccolta biometrica nei periodi di picco, il Portogallo limita i dati raccolti e la Grecia esenta i turisti britannici su voli charter selezionati. Il Ministerio del Interior spagnolo sostiene che un’applicazione uniforme sia fondamentale per evitare il “forum-shopping” tra i membri Schengen, ma i gruppi di settore guidati da IATA e Ryanair avvertono che questa posizione rischia di paralizzare gli aeroporti proprio all’inizio della stagione turistica e congressuale estiva.
Per i team di mobilità globale le implicazioni operative sono immediate: tempi di permanenza più lunghi all’arrivo, finestre di connessione più strette e maggiore probabilità di riprenotazioni o pernottamenti forzati. Le aziende dovrebbero aggiornare le linee guida sulle politiche di viaggio, considerare i costi potenziali legati a violazioni del dovere di cura e monitorare se il governo spagnolo seguirà infine l’esempio dei vicini richiedendo una deroga.
A medio termine, l’insistenza della Spagna sulla piena conformità all’EES potrebbe rafforzare la sua reputazione per un controllo rigoroso delle frontiere esterne, un elemento da considerare per le aziende che scelgono un hub UE per assegnazioni rotazionali. Dietro le quinte, fonti della Confederación Española de Hoteles rivelano che gli albergatori temono un bis dei disservizi causati dai guasti agli e-Gate nel 2023, che avevano fatto calare i tassi di occupazione di sei punti a luglio. Se non arriverà una soluzione prima del picco di agosto, l’obiettivo della Spagna di superare i 93 milioni di visitatori internazionali quest’anno potrebbe essere a rischio.
Fonte: Merca2
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