
La Corte Suprema dell’India, il 16 giugno, ha emesso avvisi al governo centrale, a tutti gli stati e alla Commissione Elettorale dopo che un ricorso di interesse pubblico ha denunciato l’uso improprio delle carte Aadhaar come prova di cittadinanza, domicilio e indirizzo di residenza. La corte, presieduta dal giudice capo Surya Kant, ha deciso di unire il ricorso a casi precedenti sullo stesso tema e ha richiesto dichiarazioni giurate dettagliate entro quattro settimane. Il ricorrente, l’avvocato Ashwini Kumar Upadhyay, sostiene che la legge Aadhaar del 2016 limita esplicitamente l’identificatore biometrico a 12 cifre come “prova di identità” e che il suo utilizzo come prova di nazionalità o luogo di residenza apre la porta a stranieri senza documenti per ottenere tessere elettorali, carte razionarie e persino passaporti. Richiamando la circolare UIDAI dello scorso anno che ribadiva questa restrizione, il ricorso chiede modifiche legislative, protocolli KYC più rigorosi e un comitato di monitoraggio di alto livello guidato da un giudice della Corte Suprema in pensione. Per i professionisti della mobilità e dell’immigrazione, il caso è di grande importanza. I numeri Aadhaar sono diventati un documento informale di accesso per tutto, dai contratti di affitto alle patenti di guida. Se la Corte dovesse limitare l’ambito probatorio dell’Aadhaar, i team HR che assumono dipendenti stranieri, così come le banche che effettuano la due diligence sui clienti, potrebbero dover tornare a documenti più tradizionali come passaporti, visti e permessi di soggiorno a lungo termine. Le aziende dovrebbero monitorare le nuove linee guida KYC, soprattutto per l’alloggio dei dipendenti, le telecomunicazioni e le iscrizioni alla sicurezza sociale. Le multinazionali dovrebbero anche prepararsi a possibili revisioni delle liste elettorali o controlli più rigorosi sugli espatriati sposati con cittadini indiani. Sebbene la sentenza finale della Corte possa richiedere mesi, l’ordine odierno segnala la volontà giudiziaria di ricalibrare l’architettura di verifica dell’identità in India, un ambito fondamentale sia per l’erogazione dei servizi interni sia per la mobilità transfrontaliera.
Fonte: The New Indian Express
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