
BRUXELLES – Il 16 giugno la Commissione Europea ha pubblicato un Piano d’Azione per il Canale della Manica e la Rotta del Mare del Nord, volto a smantellare le reti di trafficanti di esseri umani attive tra il nord della Francia e il Regno Unito. Il documento di 10 pagine promette una cooperazione più stretta tra le forze di polizia, nuovi dispiegamenti di Frontex lungo la costa francese e campagne informative congiunte UE-Regno Unito nei paesi di origine dei migranti. L’iniziativa segue un calo del 44% nei tentativi di partenze irregolari registrato finora nel 2026, sebbene nel 2025 siano stati documentati oltre 64.000 tentativi di attraversamento. Il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin ha accolto positivamente il piano, sottolineando che i centri di accoglienza di Calais e le unità della gendarmeria riceveranno 45 milioni di euro in finanziamenti UE aggiuntivi per droni di sorveglianza, telecamere termiche e veicoli per pattugliamenti costieri. Per le aziende logistiche francesi, l’invito del piano a “soffocare le catene di approvvigionamento delle imbarcazioni” potrebbe tradursi in controlli più rigorosi sulle esportazioni di piccole imbarcazioni, motori fuoribordo e giubbotti di salvataggio. Gli operatori del trasporto su strada che utilizzano l’A16 e l’Eurotunnel dovranno inoltre affrontare controlli congiunti più frequenti da parte delle polizie francese, belga e olandese, con possibili allungamenti dei tempi di transito nelle zone di confine. I responsabili delle risorse umane che trasferiscono personale nel Regno Unito via nord della Francia dovrebbero informare i viaggiatori su possibili controlli a campione e assicurarsi che passaporti o carte di soggiorno siano facilmente accessibili. Sebbene il piano d’azione non sia vincolante, Bruxelles valuterà i progressi ogni tre mesi, mantenendo la pressione su Parigi affinché produca risultati concreti prima del picco turistico estivo. Le ONG restano scettiche; l’Association Nationale d’Assistance aux Frontières ha denunciato che la strategia “esternalizza” la responsabilità sui paesi di origine senza affrontare l’arretrato delle richieste d’asilo. Tuttavia, il legame della Commissione tra supporto operativo e risultati misurabili fa prevedere un aumento basato sui dati delle tecnologie di frontiera negli Hauts-de-France per tutto il 2026.
Fonte: The Brussels Times
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