
Mentre i leader dell'UE si riunivano a Bruxelles per il Consiglio europeo del 18-19 giugno, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha diffuso una lettera di apertura che evidenzia un "progresso storico" nella politica migratoria, invitando le capitali a passare "dalla legislazione all'operatività". Il documento – datato 18 giugno e visionato dalla newsletter di Bruxelles Agence Europe – mette in luce il nuovo Regolamento sui Rimpatri appena adottato e l'entrata in vigore anticipata del Patto su Migrazione e Asilo, avvenuta il 12 giugno. Si sollecita gli Stati membri a presentare entro ottobre piani nazionali di attuazione.
Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato con una proposta per trasformare il Terminal 3 dell’aeroporto Paris-Charles-de-Gaulle in una struttura dedicata al “front-office” per lo screening accelerato delle domande di asilo degli arrivi aeroportuali che non possono essere rimpatriati immediatamente. I consiglieri dell’Eliseo stimano che il progetto costerà 180 milioni di euro e richiederà il supporto di Frontex e del bilancio UE, rappresentando un caso pilota per il nuovo meccanismo di fondo di solidarietà previsto dal Patto.
Macron farà anche pressione per ottenere una quota del fondo da 1,6 miliardi di euro destinato alle tecnologie per le frontiere esterne, da destinare agli aggiornamenti biometrici al confine franco-svizzero, dopo il lockdown di sicurezza per il G7 di Evian all’inizio della settimana. Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, in viaggio con la delegazione, ha dichiarato ai giornalisti che la Francia intende essere “in prima linea” nell’operatività del regolamento sulle procedure di frontiera del Patto, che limita a 12 settimane l’esame delle domande manifestamente infondate.
Le ONG hanno avvertito che Parigi deve aumentare il personale dell’OFPRA e i budget per l’assistenza legale per evitare un collo di bottiglia procedurale che potrebbe lasciare i richiedenti in una lunga zona di limbo. Per gli operatori della mobilità, il vertice segnala che la normativa migratoria a livello UE – spesso percepita come distante – si tradurrà ora in decisioni concrete su infrastrutture e finanziamenti con impatti diretti sui tempi di trasferimento aziendale. I datori di lavoro che prevedono di far arrivare appaltatori di paesi terzi via Parigi potrebbero presto dover affrontare nuovi controlli all’arrivo, mentre le imprese francesi che inviano personale all’estero potrebbero beneficiare di miglioramenti reciproci in altri hub UE, man mano che i finanziamenti si diffonderanno nel blocco.
Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato con una proposta per trasformare il Terminal 3 dell’aeroporto Paris-Charles-de-Gaulle in una struttura dedicata al “front-office” per lo screening accelerato delle domande di asilo degli arrivi aeroportuali che non possono essere rimpatriati immediatamente. I consiglieri dell’Eliseo stimano che il progetto costerà 180 milioni di euro e richiederà il supporto di Frontex e del bilancio UE, rappresentando un caso pilota per il nuovo meccanismo di fondo di solidarietà previsto dal Patto.
Macron farà anche pressione per ottenere una quota del fondo da 1,6 miliardi di euro destinato alle tecnologie per le frontiere esterne, da destinare agli aggiornamenti biometrici al confine franco-svizzero, dopo il lockdown di sicurezza per il G7 di Evian all’inizio della settimana. Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, in viaggio con la delegazione, ha dichiarato ai giornalisti che la Francia intende essere “in prima linea” nell’operatività del regolamento sulle procedure di frontiera del Patto, che limita a 12 settimane l’esame delle domande manifestamente infondate.
Le ONG hanno avvertito che Parigi deve aumentare il personale dell’OFPRA e i budget per l’assistenza legale per evitare un collo di bottiglia procedurale che potrebbe lasciare i richiedenti in una lunga zona di limbo. Per gli operatori della mobilità, il vertice segnala che la normativa migratoria a livello UE – spesso percepita come distante – si tradurrà ora in decisioni concrete su infrastrutture e finanziamenti con impatti diretti sui tempi di trasferimento aziendale. I datori di lavoro che prevedono di far arrivare appaltatori di paesi terzi via Parigi potrebbero presto dover affrontare nuovi controlli all’arrivo, mentre le imprese francesi che inviano personale all’estero potrebbero beneficiare di miglioramenti reciproci in altri hub UE, man mano che i finanziamenti si diffonderanno nel blocco.
Fonte: Agence Europe
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