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Il Parlamento Europeo Approva il Rigido Regolamento sui ‘Rimpatri’ nell’ambito del Patto sulla Migrazione – La Francia si Prepara all’Impatto

giu 19, 2026
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Il Parlamento Europeo Approva il Rigido Regolamento sui ‘Rimpatri’ nell’ambito del Patto sulla Migrazione – La Francia si Prepara all’Impatto
In una votazione che ha concluso due anni di negoziati intensi, i membri del Parlamento Europeo riuniti a Strasburgo il 18 giugno 2026 hanno dato il via libera definitivo al Regolamento sul Ritorno dei Migranti Irregolari, il capitolo più controverso del nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo. Il testo è stato approvato con 398 voti favorevoli, 171 contrari e 42 astensioni, scatenando immediatamente reazioni politiche a Parigi, dove il ministero dell’Interno dovrà ora recepire le misure nella prassi amministrativa francese entro 12 mesi.

Il regolamento uniforma le procedure di rimpatrio nei 27 Stati membri, obbligando i cittadini di paesi terzi destinatari di un ordine di ritorno a collaborare con le autorità e consentendo la detenzione amministrativa fino a 24 mesi, prorogabile in determinate circostanze. Viene inoltre introdotta la possibilità di creare “hub di rimpatrio” gestiti dall’UE in paesi partner al di fuori dell’Unione.

François-Xavier Bellamy, eurodeputato francese di centrodestra e relatore chiave, ha definito la votazione “lo strumento mancante per restituire credibilità alle frontiere europee”, mentre deputati di sinistra francesi e tedeschi hanno abbandonato l’aula dopo che un gruppo di parlamentari di estrema destra ha intonato lo slogan “Rimandiamoli indietro”. Amnesty International Francia ha condannato il pacchetto definendolo “un buco nero per i diritti umani”.

Il Parlamento Europeo Approva il Rigido Regolamento sui ‘Rimpatri’ nell’ambito del Patto sulla Migrazione – La Francia si Prepara all’Impatto


Per la Francia, le nuove regole si integrano con il Decreto 2026-454 del 6 giugno 2026, che ha già modificato il Codice di ingresso e soggiorno degli stranieri (CESEDA) per allineare la normativa nazionale al Patto più ampio. Fonti ministeriali hanno dichiarato a Le Monde che le prefetture sperimenteranno in autunno un’accelerazione nella gestione dei casi di rimpatrio in Île-de-France e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, regioni che rappresentano il 43% degli ordini di allontanamento annuali in Francia. È stato inoltre confermato che la Francia chiederà il supporto di Frontex per gestire una cellula pilota di coordinamento dei rimpatri presso l’aeroporto di Parigi-Charles-de-Gaulle.

I team di mobilità aziendale vedono in queste novità sia rischi che opportunità. Da un lato, le clausole più rigide su detenzione e cooperazione documentale potrebbero ridurre la tolleranza per i visitatori d’affari a lungo termine che superano il soggiorno breve Schengen e diventano irregolari. Dall’altro, un modello unico UE per le decisioni di rimpatrio potrebbe semplificare le verifiche di conformità su assegnazioni multi-paese.

Si consiglia quindi ai datori di lavoro globali di rafforzare i sistemi di monitoraggio delle uscite, assicurarsi che le notifiche per i lavoratori distaccati vengano ritirate tempestivamente al termine delle missioni e informare il personale in viaggio del controllo più rigoroso che le forze di frontiera potrebbero applicare una volta entrate in vigore le nuove regole, probabilmente a metà 2027 dopo la definizione delle linee guida operative.

Le ONG francesi hanno già annunciato che impugneranno il limite di 24 mesi di detenzione davanti al Conseil d’État, sostenendo che viola i principi costituzionali di proporzionalità. Qualunque sia l’esito di queste sfide, il dibattito politico in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027 si svolgerà ora sullo sfondo di un quadro UE che dà priorità ai rimpatri rapidi, un’evoluzione che i responsabili della mobilità non possono ignorare.
Fonte: The Guardian / European Parliament Press Service

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