
A Bruxelles, il 19 giugno, il Consiglio Europeo ha dato il via libera politico al pacchetto di leggi sulla migrazione che il Parlamento Europeo aveva approvato con urgenza all’inizio della settimana, inclusa la controversa riforma della Direttiva UE sui rimpatri. Le nuove norme – sostenute dal Ministro dell’Interno finlandese Mari Rantanen come strumento per limitare i “movimenti secondari” nell’area Schengen – obbligano i cittadini di paesi terzi a collaborare con le autorità di rimpatrio, consentono la detenzione fino a 24 mesi e, elemento cruciale per le capitali nordiche, introducono il pieno riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio. Per Helsinki si tratta di una svolta epocale. Attualmente, un cittadino straniero cui viene ordinato di lasciare la Finlandia può spostarsi in un altro Stato membro e presentare una nuova richiesta; dal 2027 la Guardia di Frontiera finlandese potrà emettere una decisione unica valida automaticamente in tutta l’Unione. Le aziende che si avvalgono di lavoratori distaccati dovranno quindi monitorare le regole di ammissibilità in ogni paese Schengen, non solo in quello che ha rilasciato il permesso di lavoro. Le conclusioni del vertice invitano il Consiglio ad adottare gli atti legislativi prima della pausa estiva, così da avviare il lavoro operativo – compresa la creazione di “hub di rimpatrio” in paesi terzi – già dal prossimo anno. Il governo finlandese ha subito annunciato una task force interministeriale per mappare le esigenze di capacità all’aeroporto di Helsinki e nella nuova struttura di detenzione femminile di Joutseno. I responsabili della mobilità devono prepararsi a: 1) rimpatri più rapidi degli irregolari, 2) controlli documentali più severi sui collegamenti aerei e ferroviari intra-Schengen, 3) clausole obbligatorie di cooperazione nelle future proroghe dei permessi di soggiorno. Si consiglia ai datori di lavoro di rivedere i propri calendari di conformità e di assicurarsi che i lavoratori distaccati portino sempre con sé la prova del soggiorno legale durante gli spostamenti nel blocco. Sebbene le associazioni per i diritti umani abbiano espresso preoccupazione per il rischio che le detenzioni prolungate violino i principi di proporzionalità, la delegazione finlandese ha sottolineato che la direttiva impone comunque agli Stati di privilegiare il rimpatrio volontario e di garantire assistenza legale. Il Ministero dell’Interno aprirà una consultazione pubblica di quattro settimane per definire la migliore modalità di recepimento della direttiva nella legislazione finlandese; il progetto di legge è atteso entro febbraio 2027.
Fonte: European Parliament Newsroom
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