
Il tanto discusso programma straordinario di regolarizzazione in Spagna ha compiuto un passo decisivo il 20 giugno 2026, quando il Ministero dell’Inclusione ha confermato che il piano concederà effettivamente il permesso di soggiorno e l’autorizzazione al lavoro a circa mezzo milione di stranieri già residenti nel paese prima del 1° gennaio 2026. Secondo il Decreto Reale 316/2026, i richiedenti devono dimostrare almeno cinque mesi consecutivi di residenza, avere un casellario giudiziale pulito in tutti i paesi di residenza negli ultimi cinque anni e, se necessario, mostrare competenze linguistiche di base. La presentazione online è iniziata il 16 aprile, mentre gli appuntamenti in presenza sono partiti il 20 aprile in oltre 430 uffici di Immigrazione, Sicurezza Sociale e Correos. La finestra per le domande si chiude a mezzanotte del 30 giugno 2026, senza possibilità di proroga. Fonti governative, intervistate da Dialogue Migration il 20 giugno, hanno rivelato che sono già stati creati oltre 910.000 fascicoli nel sistema MERCURIO, ben oltre la stima iniziale di 500.000, e che il 71% delle pratiche è sufficientemente completo per passare alla fase di esame sostanziale. Per ridurre l’arretrato, sono stati assegnati esaminatori aggiuntivi dalla Polizia Nazionale e dagli uffici della Sicurezza Sociale; il ministero assicura che in caso di superamento dei termini legali si applicherà il “silenzio amministrativo positivo” (approvazione automatica dopo 20 giorni lavorativi). Per i datori di lavoro, la misura trasforma migliaia di lavoratori nei settori dell’agricoltura, della logistica, dell’ospitalità e dell’assistenza domiciliare dall’economia informale a quella formale, alleviando la carenza di competenze in regioni come Catalogna, Madrid e Valencia. I team HR devono comunque emettere offerte di lavoro standard entro 60 giorni dall’approvazione, affinché i nuovi titolari di permesso possano passare allo status ordinario di lavoro/soggiorno dopo la scadenza della carta annuale iniziale. Dal punto di vista della politica migratoria, l’iniziativa spagnola è osservata con attenzione a Bruxelles: solo otto giorni dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, la Spagna ha scelto una strada opposta, regolarizzando invece di accelerare le espulsioni. I gruppi imprenditoriali, tra cui CEOE e la Camera di Commercio Americana in Spagna, hanno accolto positivamente la misura, sostenendo che allargherà la base fiscale e stabilizzerà l’offerta di lavoro, pur sottolineando la necessità di migliorare la capacità di appuntamenti per il rilascio delle carte di soggiorno biometriche (TIE) dopo l’approvazione.
Fonte: Dialogue Migration
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