
Le celebrazioni per il Passport Seva Divas del 24 giugno, anniversario della legge sui passaporti indiana del 1967, hanno preso una piega inaspettata quando il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ha chiarito che il passaporto indiano è "semplicemente un documento di viaggio e non, di per sé, una prova definitiva di cittadinanza". La dichiarazione, fatta durante una conferenza stampa e poi rilanciata dai media regionali il 25 giugno, ha sollevato dubbi sui requisiti documentali per i titolari di Overseas Citizen of India (OCI) e per i richiedenti del nuovo sistema digitale e-OCI. I funzionari del MEA hanno sottolineato che si tratta di una precisazione amministrativa, non politica: la cittadinanza in India è regolata dalla Citizenship Act del 1955 e dalle relative norme, non dal rilascio del passaporto. Tuttavia, gruppi di advocacy temono che questo chiarimento possa complicare le procedure di rinnovo per la diaspora, in particolare per i minori, ora soggetti al divieto di possedere passaporti doppi secondo le regole entrate in vigore a maggio 2026. Gli Uffici Passaporti regionali hanno colto l’occasione per presentare il lancio di Passport Seva 2.0, che integra verifica della polizia, dati biometrici e tracciamento corrieri in un’unica dashboard. L’ufficio di Pune ha segnalato una riduzione del 35% nei tempi medi di lavorazione da quando ha adottato la nuova piattaforma. Per i viaggiatori, la sostanza resta invariata: compagnie aeree e autorità di immigrazione considerano il passaporto valido come documento principale di viaggio. Tuttavia, gli avvocati consigliano agli espatriati indiani, soprattutto quelli nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, di conservare certificati di nascita e vecchi passaporti quando richiedono la carta OCI o devono dimostrare la discendenza. Il dibattito riflette una tendenza globale più ampia: con la digitalizzazione dei sistemi di frontiera, le definizioni legali di identità e nazionalità si stanno sempre più distaccando dai documenti cartacei, costringendo i professionisti in mobilità a mantenere una documentazione articolata.
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