
L’amministrazione Lula ha avviato una consultazione online per raccogliere contributi al primo Piano Nazionale su Migrazione, Rifugiati e Apolidia del Brasile (I PlaNaMigra). Sebbene il portale di consultazione sia attivo dal 22 giugno, l’ufficio comunicazioni della Presidenza ha rilanciato un promemoria il 26 giugno, invitando stakeholder — tra cui camere di commercio e fornitori di servizi di trasferimento — a inviare osservazioni entro la scadenza del 30 giugno.
Il piano preliminare propone una piattaforma elettronica unica per la gestione dei permessi di soggiorno, l’ampliamento dei corsi di portoghese finanziati da budget di responsabilità sociale d’impresa e la creazione di un programma “Datore di Lavoro Fiduciario” ispirato al modello OEA delle dogane. Le aziende che rispettano i requisiti di conformità potrebbero beneficiare di una valutazione dei visti per trasferimenti intra-aziendali entro 48 ore e del riconoscimento automatico dei titoli di studio stranieri rilasciati da università accreditate. Queste riforme, se adottate, ridurrebbero drasticamente i tempi di assegnazione.
Il Brasile ospita oltre 200.000 rifugiati riconosciuti e 1,5 milioni di altri migranti. Secondo i dati OBMigra diffusi questa settimana, i passaggi di confine hanno raggiunto un record di 36,4 milioni nel 2025, con un aumento del 15,6% rispetto all’anno precedente, riflettendo una domanda accumulata dopo le restrizioni pandemiche e l’allentamento dei viaggi nel Mercosur.
La consultazione propone anche un progetto pilota per un “Visto Talento” dedicato ai professionisti STEM, che esenterebbe dai test di mercato del lavoro in caso di carenze certificate da un comitato interministeriale. Gruppi industriali come Brasscom intendono fare pressione per una quota annuale di almeno 5.000 permessi, sostenendo che gli obiettivi di trasformazione digitale del Brasile non possono essere raggiunti solo con risorse interne.
I responsabili delle risorse umane sono quindi invitati a partecipare alla consultazione per definire criteri quali soglie salariali e riconoscimento del lavoro a distanza.
Prossimi passi: il Ministero della Giustizia raccoglierà i feedback a luglio e invierà una proposta finale alla Presidenza per l’approvazione tramite decreto a settembre. I datori di lavoro possono aspettarsi almeno un altro periodo formale di commenti con la pubblicazione delle ordinanze attuative, probabilmente nel quarto trimestre del 2026.
Il piano preliminare propone una piattaforma elettronica unica per la gestione dei permessi di soggiorno, l’ampliamento dei corsi di portoghese finanziati da budget di responsabilità sociale d’impresa e la creazione di un programma “Datore di Lavoro Fiduciario” ispirato al modello OEA delle dogane. Le aziende che rispettano i requisiti di conformità potrebbero beneficiare di una valutazione dei visti per trasferimenti intra-aziendali entro 48 ore e del riconoscimento automatico dei titoli di studio stranieri rilasciati da università accreditate. Queste riforme, se adottate, ridurrebbero drasticamente i tempi di assegnazione.
Il Brasile ospita oltre 200.000 rifugiati riconosciuti e 1,5 milioni di altri migranti. Secondo i dati OBMigra diffusi questa settimana, i passaggi di confine hanno raggiunto un record di 36,4 milioni nel 2025, con un aumento del 15,6% rispetto all’anno precedente, riflettendo una domanda accumulata dopo le restrizioni pandemiche e l’allentamento dei viaggi nel Mercosur.
La consultazione propone anche un progetto pilota per un “Visto Talento” dedicato ai professionisti STEM, che esenterebbe dai test di mercato del lavoro in caso di carenze certificate da un comitato interministeriale. Gruppi industriali come Brasscom intendono fare pressione per una quota annuale di almeno 5.000 permessi, sostenendo che gli obiettivi di trasformazione digitale del Brasile non possono essere raggiunti solo con risorse interne.
I responsabili delle risorse umane sono quindi invitati a partecipare alla consultazione per definire criteri quali soglie salariali e riconoscimento del lavoro a distanza.
Prossimi passi: il Ministero della Giustizia raccoglierà i feedback a luglio e invierà una proposta finale alla Presidenza per l’approvazione tramite decreto a settembre. I datori di lavoro possono aspettarsi almeno un altro periodo formale di commenti con la pubblicazione delle ordinanze attuative, probabilmente nel quarto trimestre del 2026.
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