
Australia e Vanuatu hanno firmato martedì il tanto atteso “Accordo Nakamal”, un patto da 500 milioni di dollari australiani per la sicurezza e lo sviluppo che riporta al centro dell’agenda anche la mobilità delle persone. Con questo accordo, Canberra ha annullato la precedente decisione di escludere Vanuatu dal programma Pacific Engagement Visa (PEV) e ha confermato che nel 2026-27 saranno nuovamente disponibili 150 posti a estrazione per la residenza permanente destinati ai cittadini ni-vanuatu.
Il ripristino è fondamentale per i responsabili della mobilità, poiché il PEV sta rapidamente diventando una pietra miliare per il reclutamento di talenti nel Pacifico da parte dell’Australia. I vincitori dell’estrazione ottengono il diritto di soggiorno illimitato e, cosa cruciale per i datori di lavoro, l’autorizzazione illimitata al lavoro. L’esclusione di Vanuatu dal programma, avvenuta all’inizio del mese, aveva suscitato preoccupazioni tra i datori di lavoro nei settori dell’orticoltura, dell’assistenza agli anziani e delle costruzioni, che dipendono dai lavoratori del Pacifico per colmare le carenze nelle regioni australiane. Le loro pressioni sembrano aver dato i loro frutti.
Oltre ai visti, l’Accordo Nakamal rafforza la cooperazione in materia di difesa, polizia e risposta alle emergenze, e impone a Port Vila di consultare Canberra prima di autorizzare il coinvolgimento di terzi nelle infrastrutture critiche. Gli analisti sottolineano che la componente mobilità è pensata per contrastare l’influenza crescente di Pechino, dimostrando che l’Australia può offrire garanzie di sicurezza abbinate a opportunità economiche concrete per i cittadini comuni.
Per i responsabili della mobilità aziendale, le implicazioni sono doppie. In primo luogo, i canali di reclutamento verso Vanuatu possono essere riaperti con fiducia; i team HR dovrebbero collaborare con i partner di lavoro interinale per preregistrare i candidati interessati prima dell’apertura dell’estrazione ad agosto. In secondo luogo, le aziende dovrebbero preparare materiali di onboarding che includano orientamento culturale e servizi di supporto all’insediamento, poiché i candidati selezionati arriveranno con familiari a carico che potrebbero necessitare di assistenza per alloggio e istruzione.
Sebbene Vanuatu non abbia ottenuto il viaggio senza visto che inizialmente chiedeva, i responsabili politici del Pacifico riferiscono a PMN che il ripristino dei posti a estrazione rappresenta un compromesso politicamente accettabile. Ora l’attenzione si sposta sulla possibilità che l’Australia estenda il tetto del PEV anche ad altri membri del Forum durante il vertice dei leader previsto a ottobre a Suva.
Il ripristino è fondamentale per i responsabili della mobilità, poiché il PEV sta rapidamente diventando una pietra miliare per il reclutamento di talenti nel Pacifico da parte dell’Australia. I vincitori dell’estrazione ottengono il diritto di soggiorno illimitato e, cosa cruciale per i datori di lavoro, l’autorizzazione illimitata al lavoro. L’esclusione di Vanuatu dal programma, avvenuta all’inizio del mese, aveva suscitato preoccupazioni tra i datori di lavoro nei settori dell’orticoltura, dell’assistenza agli anziani e delle costruzioni, che dipendono dai lavoratori del Pacifico per colmare le carenze nelle regioni australiane. Le loro pressioni sembrano aver dato i loro frutti.
Oltre ai visti, l’Accordo Nakamal rafforza la cooperazione in materia di difesa, polizia e risposta alle emergenze, e impone a Port Vila di consultare Canberra prima di autorizzare il coinvolgimento di terzi nelle infrastrutture critiche. Gli analisti sottolineano che la componente mobilità è pensata per contrastare l’influenza crescente di Pechino, dimostrando che l’Australia può offrire garanzie di sicurezza abbinate a opportunità economiche concrete per i cittadini comuni.
Per i responsabili della mobilità aziendale, le implicazioni sono doppie. In primo luogo, i canali di reclutamento verso Vanuatu possono essere riaperti con fiducia; i team HR dovrebbero collaborare con i partner di lavoro interinale per preregistrare i candidati interessati prima dell’apertura dell’estrazione ad agosto. In secondo luogo, le aziende dovrebbero preparare materiali di onboarding che includano orientamento culturale e servizi di supporto all’insediamento, poiché i candidati selezionati arriveranno con familiari a carico che potrebbero necessitare di assistenza per alloggio e istruzione.
Sebbene Vanuatu non abbia ottenuto il viaggio senza visto che inizialmente chiedeva, i responsabili politici del Pacifico riferiscono a PMN che il ripristino dei posti a estrazione rappresenta un compromesso politicamente accettabile. Ora l’attenzione si sposta sulla possibilità che l’Australia estenda il tetto del PEV anche ad altri membri del Forum durante il vertice dei leader previsto a ottobre a Suva.
Fonte: Pacific Media Network
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