
Tutte le ambasciate e i consolati belgi hanno aggiornato le tariffe per riflettere un forte aumento del costo di gestione per i visti nazionali di lunga durata (Visto D). Gli avvisi pubblicati tra il 1° e il 3 luglio confermano che, a partire dal 1° luglio 2026, i richiedenti dovranno versare €250, rispetto ai precedenti €180, per presentare una richiesta di visto basata sulla residenza. L’Ambasciata nel Regno Unito è stata tra le prime a comunicare la modifica, avvertendo che chi ha appuntamenti dopo il 30 giugno deve portare l’importo maggiorato. L’aumento riguarda permessi di lavoro, ricongiungimenti familiari, trasferimenti intra-aziendali e visti per studenti, e va pagato in valuta locale equivalente. Il Ministero dell’Interno (Ufficio Immigrazione) spiega che la nuova tariffa riflette meglio i costi di gestione e l’uso ampliato della raccolta biometrica introdotta quest’anno. Un contributo amministrativo separato, che varia da €65 a €376 a seconda della categoria, resta invariato. I team di mobilità globale devono aggiornare subito i modelli di budget. Per una famiglia di quattro persone che si trasferisce in Belgio con permessi validi oltre 90 giorni, le sole tariffe dirette per il visto partono ora da €1.000, esclusi i costi dei fornitori di servizi. I datori di lavoro che utilizzano sistemi di pagamento tramite terzi o regimi di distacco devono decidere se assorbire o trasferire il costo aggiuntivo. Gli esperti legali sottolineano che l’aumento potrebbe essere contestato se i tempi di elaborazione non migliorano; attualmente il rilascio medio è di 9,8 settimane, rispetto al termine legale di 90 giorni. Nel frattempo, i consolati hanno iniziato a rifiutare bonifici bancari insufficienti, chiedendo ai richiedenti di integrare la differenza, causando ritardi negli appuntamenti in missioni ad alto volume come Nuova Delhi e Istanbul. Consigli pratici: 1) assicurarsi che le lettere di invito riflettano la nuova tariffa quando i dipendenti richiedono il rimborso; 2) verificare che la prova di pagamento indichi l’importo corretto in euro, non in valuta locale; 3) informare il personale in trasferimento che l’aumento delle tariffe riguarda anche i familiari accompagnatori sopra i sei anni.
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