
Un’indagine pubblicata il 3 luglio dal portale polacco Kresy, basata su rapporti della Guardia di Frontiera, ha rivelato l’entità delle recenti operazioni contro l’impiego irregolare di stranieri. I controlli svolti il 1 e 2 luglio in Slesia e Warmia-Masuria hanno esaminato 294 lavoratori in fabbriche e agenzie interinali, individuando 8 cittadini colombiani impiegati senza i necessari visti nazionali o permessi. Controlli separati effettuati all’inizio dell’anno avevano già scoperto 276 lavoratori irregolari – principalmente colombiani, georgiani e venezuelani – nella regione. I datori di lavoro rischiano ora sanzioni amministrative da 3.000 a 50.000 PLN per ogni violazione, mentre i lavoratori hanno ricevuto ordini di allontanamento e divieti di ingresso nell’area Schengen da uno a due anni. La Guardia di Frontiera ha ribadito che chi entra senza visto non può svolgere attività lavorativa retribuita senza prima ottenere un visto di tipo D supportato da permesso di lavoro o un permesso unico. Il rafforzamento dei controlli segue il progetto di legge UD396 di aprile, che propone sanzioni più severe per l’assunzione non registrata e obblighi di segnalazione più stringenti per le agenzie di lavoro temporaneo. Le multinazionali, soprattutto nei poli manifatturieri e logistici attorno a Katowice e Olsztyn, sono invitate a verificare le catene di fornitura dei subappaltatori, poiché le violazioni di questi ultimi possono comportare responsabilità solidale per le aziende principali. Gli esperti di immigrazione sottolineano che la piattaforma e-MOS 2.0, obbligatoria dal 27 aprile, consente agli ispettori di accedere in tempo reale ai dati di sponsorizzazione, velocizzando le verifiche sul posto e riducendo le possibilità di accordi “in nero”. I reparti HR devono assicurarsi che tutto il personale straniero sia registrato nel database MOS e abbia con sé copie dei permessi di soggiorno o delle ricevute delle decisioni sui permessi.
Fonte: Kresy.pl
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