
La coalizione federale belga ha compiuto un passo decisivo – e altamente controverso – verso un inasprimento delle misure sull’immigrazione il 10 luglio 2026, quando la Commissione Affari Interni della Camera ha approvato un disegno di legge che consentirebbe alla polizia di entrare nelle abitazioni private senza il consenso degli occupanti per trattenere migranti irregolari soggetti a un ordine di rimpatrio. Il provvedimento, promosso dal Ministro per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt (N-VA), mira a chiudere quella che il governo definisce “la scappatoia della porta d’ingresso”: secondo le norme attuali, i rimpatri spesso si bloccano perché la polizia non può entrare in una residenza senza un mandato penale. Introducendo un potere amministrativo specifico di accesso tra le 05:00 e le 21:00 – previa approvazione di un giudice istruttore – i ministri sostengono che sarà finalmente possibile allontanare i non cittadini che ignorano l’ordine di lasciare il Belgio e che rappresentano un rischio per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. I partiti di opposizione, la magistratura, i sindacati di polizia e un’ampia coalizione di ONG hanno condannato il testo come sproporzionato, vago nelle definizioni e potenzialmente incostituzionale. I critici lo definiscono una “ICE belga”, avvertendo che normalizza irruzioni invasive simili alle tattiche dell’Immigration and Customs Enforcement statunitense. L’osservatorio indipendente sulla migrazione Myria sostiene che i criteri per definire una “minaccia all’ordine pubblico” sono così elastici da poter includere quasi ogni richiedente asilo respinto. I giudici istruttori hanno testimoniato che i mandati di perquisizione ordinari forniscono già strumenti sufficienti, mentre i sindacati di polizia temono che la misura possa esporre gli agenti a pericolosi scontri all’interno delle abitazioni private. Dal punto di vista della mobilità aziendale, la legge alimenta le preoccupazioni tra multinazionali e scuole internazionali, che vedono il tradizionale ambiente giuridico prevedibile per gli espatriati in Belgio diventare più rigido. I consulenti per l’immigrazione aziendale sottolineano che l’impatto reputazionale potrebbe complicare l’attrazione di talenti, soprattutto per i lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi, che spesso iniziano il soggiorno con un visto turistico a breve termine mentre completano le formalità per il permesso di lavoro. I datori di lavoro potrebbero dover rafforzare le sessioni di compliance per garantire che il personale straniero mantenga sempre validi i documenti di soggiorno, poiché i soggiorni oltre il termine potrebbero ora comportare un rischio maggiore di interventi delle autorità. Il disegno di legge deve ancora essere votato in aula, probabilmente prima della pausa estiva, ma la maggioranza di governo dispone dei seggi necessari per approvarlo. Se entrerà in vigore, il Ministero dell’Interno prevede di sperimentare i nuovi poteri con un’unità dedicata di “coordinamento rimpatri” composta da 15 persone e una linea diretta giudiziaria rapida, con l’obiettivo di eseguire circa 1.500 arresti domiciliari all’anno. È quasi certo che i tribunali saranno chiamati a esaminare casi pilota; gli esperti di diritto costituzionale prevedono che la legge potrebbe arrivare sia davanti alla Corte Costituzionale belga sia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Per i responsabili della mobilità globale, la lezione immediata è duplice: innanzitutto, il Belgio si sta allineando a una più ampia spinta dell’UE verso rimpatri più rigorosi in vista dell’entrata in vigore del nuovo Patto su Migrazione e Asilo a giugno 2026; in secondo luogo, il pendolo politico a Bruxelles sta chiaramente oscillando verso misure di controllo interno più severe che potrebbero estendersi a controlli sui permessi di lavoro, ispezioni della sicurezza sociale e obblighi di segnalazione da parte dei proprietari. Le aziende dovrebbero rivedere i piani di gestione delle crisi e assicurarsi che i fornitori di servizi per il trasferimento abbiano chiare procedure di escalation in caso di richieste sullo status di soggiorno fuori dall’orario d’ufficio.
Fonte: The Brussels Times
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