
Le aziende belghe che inviano regolarmente personale all’estero per brevi missioni devono prepararsi a un altro anno senza burocrazia per i loro partner extra-UE. Secondo Euronews, alti funzionari dell’UE ammettono che il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS), spesso definito “l’ESTA europeo” e con un costo di 20 euro, difficilmente sarà operativo prima del 2027.
Questa ammissione segue una lettera congiunta di ACI Europe, Airlines for Europe (A4E) e IATA del 1° luglio, che ha definito il lancio parallelo del Sistema di Entrata/Uscita (EES) “a un punto critico”, con lunghe code già segnalate all’aeroporto di Bruxelles e in altri punti di accesso Schengen.
Il ritardo non è un dettaglio tecnico per le multinazionali belghe: una volta attivo, ETIAS richiederà ai viaggiatori esenti da visto — provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada e altri 57 Paesi — di richiedere online un’autorizzazione preventiva per ogni breve viaggio d’affari in Belgio o in uno degli altri 29 Stati Schengen. L’autorizzazione sarà valida per tre anni, ma le compagnie aeree avranno l’obbligo legale di negare l’imbarco a chi non avrà il permesso approvato, spostando così la responsabilità sulla gestione dei viaggi e sui team HR dedicati alla mobilità.
EU-LISA, l’agenzia che sviluppa sia EES che ETIAS, è sotto pressione per stabilizzare prima i chioschi biometrici. Da quando l’EES è diventato obbligatorio nell’aprile 2026, gli agenti di frontiera belgi hanno segnalato problemi nella cattura delle impronte digitali e frequenti reset dei chioschi durante le ondate serali di arrivi intercontinentali. Le associazioni del settore aereo temono che aggiungere un altro database a un sistema già fragile possa causare ingorghi simili a quelli del controllo passaporti di Pasqua scorsa a Zaventem.
Per ora, i datori di lavoro belgi hanno una finestra temporale per rivedere i processi di monitoraggio dei viaggiatori e raccolta dati. Gli esperti consigliano di controllare le scadenze dei passaporti, aggiornare i moduli di consenso al trattamento dei dati personali e prevedere nel budget la tassa di 20 euro nelle previsioni di viaggio per il 2027. I team di mobilità globale dovrebbero inoltre iniziare a informare i consulenti esterni e i collaboratori a breve termine, spesso trascurati nei programmi di duty of care, sull’imminente obbligo.
Sebbene la Commissione Europea sostenga che “non è stata presa alcuna decisione formale” sul rinvio, pochi nel settore dell’aviazione credono che la scadenza originaria del quarto trimestre 2026 sia rispettabile. Con il traffico legato a Olimpiadi e Mondiali che già mette sotto pressione le infrastrutture tra il 2026 e il 2027, la soluzione più probabile è un lancio graduale di ETIAS, probabilmente dopo il picco estivo. Le aziende belghe che si prepareranno per tempo eviteranno corse dell’ultimo minuto quando i cancelli digitali si chiuderanno definitivamente.
Questa ammissione segue una lettera congiunta di ACI Europe, Airlines for Europe (A4E) e IATA del 1° luglio, che ha definito il lancio parallelo del Sistema di Entrata/Uscita (EES) “a un punto critico”, con lunghe code già segnalate all’aeroporto di Bruxelles e in altri punti di accesso Schengen.
Il ritardo non è un dettaglio tecnico per le multinazionali belghe: una volta attivo, ETIAS richiederà ai viaggiatori esenti da visto — provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada e altri 57 Paesi — di richiedere online un’autorizzazione preventiva per ogni breve viaggio d’affari in Belgio o in uno degli altri 29 Stati Schengen. L’autorizzazione sarà valida per tre anni, ma le compagnie aeree avranno l’obbligo legale di negare l’imbarco a chi non avrà il permesso approvato, spostando così la responsabilità sulla gestione dei viaggi e sui team HR dedicati alla mobilità.
EU-LISA, l’agenzia che sviluppa sia EES che ETIAS, è sotto pressione per stabilizzare prima i chioschi biometrici. Da quando l’EES è diventato obbligatorio nell’aprile 2026, gli agenti di frontiera belgi hanno segnalato problemi nella cattura delle impronte digitali e frequenti reset dei chioschi durante le ondate serali di arrivi intercontinentali. Le associazioni del settore aereo temono che aggiungere un altro database a un sistema già fragile possa causare ingorghi simili a quelli del controllo passaporti di Pasqua scorsa a Zaventem.
Per ora, i datori di lavoro belgi hanno una finestra temporale per rivedere i processi di monitoraggio dei viaggiatori e raccolta dati. Gli esperti consigliano di controllare le scadenze dei passaporti, aggiornare i moduli di consenso al trattamento dei dati personali e prevedere nel budget la tassa di 20 euro nelle previsioni di viaggio per il 2027. I team di mobilità globale dovrebbero inoltre iniziare a informare i consulenti esterni e i collaboratori a breve termine, spesso trascurati nei programmi di duty of care, sull’imminente obbligo.
Sebbene la Commissione Europea sostenga che “non è stata presa alcuna decisione formale” sul rinvio, pochi nel settore dell’aviazione credono che la scadenza originaria del quarto trimestre 2026 sia rispettabile. Con il traffico legato a Olimpiadi e Mondiali che già mette sotto pressione le infrastrutture tra il 2026 e il 2027, la soluzione più probabile è un lancio graduale di ETIAS, probabilmente dopo il picco estivo. Le aziende belghe che si prepareranno per tempo eviteranno corse dell’ultimo minuto quando i cancelli digitali si chiuderanno definitivamente.
Fonte: Euronews
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