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Il nuovo sistema di ingresso/uscita dell'UE allunga le code alle frontiere all'aeroporto di Zurigo

lug 15, 2026
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Il nuovo sistema di ingresso/uscita dell'UE allunga le code alle frontiere all'aeroporto di Zurigo
L'aeroporto di Zurigo avverte i passeggeri di prepararsi a tempi di attesa più lunghi quest'estate, mentre la Svizzera introduce gradualmente il Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell'Unione Europea, il database biometrico che registra arrivi e partenze dei cittadini di paesi terzi nell'area Schengen. La piattaforma digitale, attiva dal 10 aprile, acquisisce immagini facciali e impronte digitali alla prima entrata nel territorio Schengen, conservandole per tre anni. Sebbene l'obiettivo sia automatizzare la gestione delle frontiere e sostituire i timbri sul passaporto, gli agenti al front line segnalano che la registrazione rallenta ogni controllo passaporti fino a 30 secondi, un ritardo che si accumula rapidamente durante i picchi di traffico turistico.

Poiché la Svizzera ospita uno degli hub a lungo raggio più trafficati d’Europa, l’impatto si avverte soprattutto al Terminal 2 di Zurigo, dove arrivano i voli extra-UE. L’operatore aeroportuale Flughafen Zürich AG e la polizia cantonale hanno già spostato personale da altri compiti per gestire ulteriori varchi elettronici e sportelli manuali. Nei giorni di punta, il numero di passeggeri supera i 110.000, vicino ai livelli pre-pandemia, quindi anche rallentamenti minimi si traducono in code che si estendono fino alla zona commerciale. Per i cittadini svizzeri e UE/EFTA non cambia nulla nelle procedure, ma l’effetto indiretto può comunque causare coincidenze perse.

Il nuovo sistema di ingresso/uscita dell'UE allunga le code alle frontiere all'aeroporto di Zurigo


I responsabili dei viaggi consigliano quindi di prenotare tempi di connessione più lunghi, soprattutto per itinerari con voli low-cost europei successivi, che non prevedono trasferimenti garantiti. Le aziende dovrebbero inoltre ricordare ai dipendenti con permessi di soggiorno svizzeri B o C di portare sempre la loro carta di residenza, che consente di evitare la prima registrazione biometrica al ritorno da viaggi extra-Schengen. Le autorità di frontiera assicurano che i problemi iniziali si attenueranno una volta raggiunta una massa critica di viaggiatori registrati nel database, ma ammettono che l’estate 2026 sarà una prova importante.

Questo episodio rappresenta un caso di studio utile per altri aeroporti Schengen e per le politiche di mobilità aziendale che ancora prevedono un tempo minimo di connessione di 45 minuti a Zurigo.
Fonte: Nau.ch / Travelnews

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