
Statistiche fresche pubblicate oggi fanno luce su come sta funzionando l’Accordo Regno Unito-Francia per la Prevenzione dei Viaggi Pericolosi – noto come il sistema “uno dentro, uno fuori” – a quasi un anno dal suo avvio. Dal 6 agosto 2025 al 30 giugno 2026, 1.117 persone sono state trasferite dalla Francia al Regno Unito, mentre 1.087 sono state rimandate in Francia dopo aver attraversato la Manica su piccole imbarcazioni, raggiungendo una quasi perfetta parità.
Secondo l’accordo reciproco, per ogni migrante che il Regno Unito rimpatria in Francia, Parigi accetta di inviare in Gran Bretagna una persona idonea all’asilo già presente sul territorio francese. I ministri sostengono che questa misura colpisce i trafficanti, dimostrando che l’ingresso irregolare non garantisce un futuro nel Regno Unito. I critici replicano che i numeri restano esigui rispetto alle decine di migliaia di attraversamenti annuali e che gli “scambi umani” fanno poco per affrontare le cause profonde del fenomeno.
I dati mensili mostrano un aumento netto: a settembre 2025 si sono registrati solo 3 trasferimenti verso il Regno Unito e 17 rimpatri in Francia, mentre a giugno 2026 le cifre sono salite rispettivamente a 314 e 264. I funzionari del Home Office attribuiscono il miglioramento a processi più efficienti e voli charter dedicati finanziati congiuntamente dai due governi.
Per i responsabili della mobilità e del ricollocamento, questi dati sono importanti perché indicano un’attenzione politica costante nel disincentivare la migrazione irregolare, con ripercussioni su un controllo più rigoroso delle vie legittime per i visti di lavoro. Le aziende che sponsorizzano visti per lavoratori qualificati o per espansione segnalano richieste più frequenti di prove che i dipendenti non saranno impiegati in mansioni non assegnate, che potrebbero violare le norme sull’immigrazione.
Guardando al futuro, il comandante della sicurezza di frontiera ha confermato che il progetto pilota sarà rivisto a ottobre. Una fonte senior del ministero dell’Interno francese ha detto a Global Mobility News che Parigi potrebbe chiedere una proroga, a condizione che i costi di gestione siano condivisi in modo più equo e che il Regno Unito aumenti le quote di ricongiungimento familiare per i minori bloccati nel nord della Francia.
Secondo l’accordo reciproco, per ogni migrante che il Regno Unito rimpatria in Francia, Parigi accetta di inviare in Gran Bretagna una persona idonea all’asilo già presente sul territorio francese. I ministri sostengono che questa misura colpisce i trafficanti, dimostrando che l’ingresso irregolare non garantisce un futuro nel Regno Unito. I critici replicano che i numeri restano esigui rispetto alle decine di migliaia di attraversamenti annuali e che gli “scambi umani” fanno poco per affrontare le cause profonde del fenomeno.
I dati mensili mostrano un aumento netto: a settembre 2025 si sono registrati solo 3 trasferimenti verso il Regno Unito e 17 rimpatri in Francia, mentre a giugno 2026 le cifre sono salite rispettivamente a 314 e 264. I funzionari del Home Office attribuiscono il miglioramento a processi più efficienti e voli charter dedicati finanziati congiuntamente dai due governi.
Per i responsabili della mobilità e del ricollocamento, questi dati sono importanti perché indicano un’attenzione politica costante nel disincentivare la migrazione irregolare, con ripercussioni su un controllo più rigoroso delle vie legittime per i visti di lavoro. Le aziende che sponsorizzano visti per lavoratori qualificati o per espansione segnalano richieste più frequenti di prove che i dipendenti non saranno impiegati in mansioni non assegnate, che potrebbero violare le norme sull’immigrazione.
Guardando al futuro, il comandante della sicurezza di frontiera ha confermato che il progetto pilota sarà rivisto a ottobre. Una fonte senior del ministero dell’Interno francese ha detto a Global Mobility News che Parigi potrebbe chiedere una proroga, a condizione che i costi di gestione siano condivisi in modo più equo e che il Regno Unito aumenti le quote di ricongiungimento familiare per i minori bloccati nel nord della Francia.
Fonte: UK Home Office (GOV.UK)
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