
Domenica 19 luglio, la sede elettronica della Polizia Nazionale ha pubblicato una nota aggiornata che chiarisce le procedure da seguire quando ai viaggiatori viene negato l’ingresso ai valichi di frontiera spagnoli. L’aggiornamento sottolinea che gli agenti devono apporre un timbro a croce con inchiostro nero sul passaporto, fornire immediatamente informazioni sull’assistenza legale e organizzare un alloggio non penitenziario se il rimpatrio si prolunga oltre le 72 ore. Sebbene la base giuridica — la Legge Organica 4/2000 e il Decreto Reale 1155/2024 — resti invariata, il testo riformulato allinea il portale al Codice delle Frontiere Schengen dell’UE e alla prossima interoperabilità della Spagna con il Sistema di Entrata-Uscita (EES). In pratica, i vettori sono ricordati della loro responsabilità per i costi di rimpatrio qualora un passeggero venga respinto. Gli avvocati specializzati in immigrazione evidenziano che la menzione esplicita del diritto a un interprete “dal momento del controllo” potrebbe rafforzare i ricorsi nei casi di ritardo nell’assistenza linguistica. I consulenti per i rischi di viaggio consigliano alle multinazionali di rivedere le procedure di verifica documentale pre-partenza — in particolare per i familiari degli assegnati — poiché una volta emesso un rifiuto, il percorso amministrativo per annullarlo è lungo e raramente efficace. L’operatore aeroportuale Aena ha dichiarato che le nuove linee guida saranno integrate nella formazione del personale in vista della stagione invernale 2026-27, quando i chioschi EES diventeranno obbligatori per tutti i cittadini di paesi terzi.
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