
Una nuova pagina di orientamento online, datata 19 luglio, spiega come gli stranieri che non riescono a ottenere documenti da alcun paese possano richiedere un “Documento Provisional de Identificación” (DPI). Rilasciato dagli Uffici Stranieri o dalle stazioni della Polizia Nazionale spagnola, il DPI concede un soggiorno legale fino a tre mesi mentre le autorità verificano i precedenti del richiedente e valutano motivi umanitari o di interesse pubblico per una residenza a lungo termine. I richiedenti devono dimostrare che il proprio consolato ha rifiutato di emettere documenti d’identità e presentare prove — mediche, umanitarie o legate a impegni internazionali — che giustifichino il rilascio della documentazione spagnola. È richiesta una dichiarazione giurata notarile che attesti il mancato supporto consolare. Si applica la tariffa standard governativa (Modello 790, codice 012) e le decisioni sono delegate ai direttori provinciali della Polizia o alle Delegazioni del Governo. Contesto: la Spagna sta gestendo un arretrato di richieste di regolarizzazione presentate in base alla riforma del 2024 del Regolamento Stranieri. Le ONG hanno criticato l’assenza di uno status intermedio per chi non può dimostrare l’identità. Il DPI colma questa lacuna, garantendo ai titolari l’accesso ai servizi essenziali e sollevando le aziende da responsabilità nell’assunzione di persone che poi si regolarizzano con “arraigo social” o categorie simili. Per i datori di lavoro, il DPI può fungere da documento temporaneo di diritto al lavoro se accompagnato da un’offerta di lavoro valida secondo le liste di carenza di manodopera spagnole. I team di mobilità dovrebbero aggiornare le checklist di onboarding e formare il personale HR a riconoscere la nuova tessera. Si ricorda che il permesso non è prorogabile; i richiedenti devono passare a un’autorizzazione di soggiorno standard entro i tre mesi.