
In un secondo aggiornamento normativo pubblicato il 18 luglio, la Polizia Nazionale ha diffuso una descrizione rivista della procedura sanzionatoria amministrativa per le violazioni in materia di immigrazione. L’aggiornamento specifica quali autorità—delegati del governo centrale, commissari di polizia o il Segretario di Stato per la Sicurezza—sono competenti per avviare e risolvere i casi che vanno dal soggiorno irregolare all’impiego di lavoratori senza documenti. Tra le novità più rilevanti: le infrazioni lavorative rilevate dall’Ispettorato del Lavoro attiveranno automaticamente una sanzione in materia di immigrazione; le infrazioni minori ripetute entro un biennio saranno classificate come “gravi”; e il termine massimo per la risoluzione dei procedimenti è fissato a sei mesi, dopo i quali il procedimento decade salvo ricorso giudiziario. Per le aziende, il manuale specifica che le multe per l’assunzione di migranti irregolari partono da 10.000 euro per dipendente e possono includere il divieto di partecipare a contratti pubblici fino a due anni. Le persone che facilitano l’ingresso irregolare—come i proprietari che rilasciano falsi certificati di residenza—sono soggette a sanzioni fino a 60.000 euro. I team HR e di mobilità globale dovrebbero verificare le pratiche di assunzione e le catene di fornitura per garantire la conformità, soprattutto nei settori che dipendono da lavoro stagionale o proveniente da paesi terzi. Le nuove linee guida indicano un clima di applicazione più rigoroso, mentre la Spagna cerca di bilanciare percorsi di residenza più flessibili con un’azione più severa contro gli abusi.
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