
La premier italiana Giorgia Meloni ha scosso l’Europa la sera del 31 luglio annunciando che l’Italia sospenderà temporaneamente l’applicazione delle regole di libera circolazione di Schengen sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna, in risposta all’arrivo improvviso di circa 50.000 migranti irregolari nell’enclave spagnola di Ceuta. Nel giro di poche ore, Berlino si è trovata nel mezzo di un fuoco incrociato diplomatico. Il cancelliere Friedrich Merz ha rilasciato una rara dichiarazione venerdì sera, accogliendo con favore il rapido rimpatrio di oltre 48.000 persone verso il Marocco da parte di Madrid, ma ha anche sollecitato la Spagna a ristabilire il pieno controllo della sua frontiera esterna. Contemporaneamente, Merz ha respinto le richieste dell’estrema destra tedesca AfD di seguire l’esempio italiano e chiudere le frontiere tedesche, avvertendo che “un’azione unilaterale metterebbe a rischio il motore economico del Mercato Unico”. Bruxelles ha fatto eco a questa posizione, sottolineando che eventuali controlli alle frontiere interne devono rimanere “mirati, proporzionati e temporanei”. Per le aziende tedesche, l’episodio è un amaro promemoria del 2015, quando la reintroduzione dei controlli alle frontiere tra Germania e Austria aveva comportato milioni di euro di costi logistici aggiuntivi e costretto produttori come BMW e BASF a rivedere le catene di approvvigionamento just-in-time. I spedizionieri hanno riferito all’Associazione Logistica Tedesca (BVL) sabato mattina che anche solo la prospettiva di controlli a cascata sta già spingendo a pianificare percorsi alternativi per il traffico camionistico, evitando potenziali punti critici come il confine franco-spagnolo o gli aeroporti del nord Italia. Lufthansa Cargo ha dichiarato di star valutando l’impatto sulla capacità qualora venissero reintrodotte formalità doganali sui voli cargo Madrid-Frankfurt. Sul piano politico, lo stallo alimenta il dibattito all’interno della coalizione tedesca a tre partiti sulla propria agenda di riforma migratoria. La ministra dell’Interno Nancy Faeser (SPD) ha ribadito che il governo intende “andare avanti” con la nuova Chancenkarte, un visto a punti per talenti previsto per il 1° gennaio 2027, sostenendo che “percorsi legali ordinati sono il miglior antidoto ai flussi irregolari”. Ma il partito liberale FDP ha chiesto accordi di rimpatrio più severi con i paesi di origine prima di qualsiasi ulteriore liberalizzazione dei permessi di lavoro. Indicazioni pratiche per i responsabili della mobilità: • I viaggiatori d’affari con passaporti non UE prenotati su voli Italia-Spagna o Spagna-Italia nei prossimi giorni devono prepararsi a controlli manuali dei passaporti e possibili verifiche del motivo del soggiorno. • I dipendenti tedeschi in transito via Roma o Milano dovrebbero portare con sé permessi di soggiorno e lettere di assunzione per evitare ritardi. • I team HR dovrebbero rivedere le opzioni di emergenza per il trasferimento di personale critico tra sedi tedesche e iberiche, soprattutto se la Francia dovesse seguire l’Italia nell’intensificare i controlli alle frontiere. Se Roma presenterà formalmente una deroga Schengen alla Commissione Europea o limiterà i controlli a spot determinerà il grado di discontinuità delle misure. Per ora, Berlino punta sulla pressione diplomatica e sui rapidi rimpatri di Madrid per mantenere aperte le porte di Schengen agli affari.
Fonte: El País
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