
Le autorità italiane hanno iniziato a effettuare controlli documentali sui passeggeri non appartenenti all’UE in arrivo dalla Spagna nei porti e aeroporti a partire dalle 14:00 CET del 1° agosto, invocando l’articolo 28 del Codice delle frontiere Schengen. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha giustificato la misura di un mese come risposta a “una seria minaccia per la sicurezza nazionale” a seguito dell’incapacità della Spagna di contenere l’aumento dei flussi a Ceuta.
Secondo il decreto, compagnie aeree e operatori di traghetti devono trasmettere in anticipo le informazioni sui passeggeri per tutte le tratte in partenza dalla Spagna. La polizia di frontiera può effettuare controlli secondari e negare l’ingresso ai viaggiatori ritenuti incapaci di giustificare il soggiorno, in particolare i titolari di passaporti marocchini, algerini e senegalesi, mentre i cittadini UE continuano a godere della libera circolazione.
Il Ministero dell’Interno ha precisato che i controlli sono “casuali e mirati” e non costituiscono una sospensione generalizzata di Schengen. Le compagnie spagnole Iberia e Vueling segnalano finora cancellazioni minime, ma avvertono i clienti corporate di possibili ritardi fino a 40 minuti a Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa.
Le associazioni di categoria del turismo e della logistica italiane hanno criticato la decisione definendola “sproporzionata”, sottolineando che oltre l’80% del traffico Spagna-Italia riguarda viaggi di piacere intra-UE nel picco della stagione estiva.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio rappresenta un chiaro monito: le garanzie sulle frontiere interne di Schengen possono essere revocate con breve preavviso. I dipendenti con passaporti di paesi terzi, soprattutto se titolari di permessi di soggiorno spagnoli, dovrebbero portare con sé documenti che attestino lo status e la motivazione lavorativa. Le aziende con hub nel Nord Italia potrebbero valutare di dirottare i collegamenti via Parigi o Francoforte fino al ritorno alla normalità.
Bruxelles ha chiesto a Roma una valutazione del rischio entro 48 ore; il mancato adempimento potrebbe portare a procedure di infrazione. Qualunque sia l’esito legale, il precedente di collegare una crisi migratoria terrestre africana a rotte aeree intra-Schengen potrebbe influenzare le risposte future a improvvisi picchi migratori.
Secondo il decreto, compagnie aeree e operatori di traghetti devono trasmettere in anticipo le informazioni sui passeggeri per tutte le tratte in partenza dalla Spagna. La polizia di frontiera può effettuare controlli secondari e negare l’ingresso ai viaggiatori ritenuti incapaci di giustificare il soggiorno, in particolare i titolari di passaporti marocchini, algerini e senegalesi, mentre i cittadini UE continuano a godere della libera circolazione.
Il Ministero dell’Interno ha precisato che i controlli sono “casuali e mirati” e non costituiscono una sospensione generalizzata di Schengen. Le compagnie spagnole Iberia e Vueling segnalano finora cancellazioni minime, ma avvertono i clienti corporate di possibili ritardi fino a 40 minuti a Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa.
Le associazioni di categoria del turismo e della logistica italiane hanno criticato la decisione definendola “sproporzionata”, sottolineando che oltre l’80% del traffico Spagna-Italia riguarda viaggi di piacere intra-UE nel picco della stagione estiva.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio rappresenta un chiaro monito: le garanzie sulle frontiere interne di Schengen possono essere revocate con breve preavviso. I dipendenti con passaporti di paesi terzi, soprattutto se titolari di permessi di soggiorno spagnoli, dovrebbero portare con sé documenti che attestino lo status e la motivazione lavorativa. Le aziende con hub nel Nord Italia potrebbero valutare di dirottare i collegamenti via Parigi o Francoforte fino al ritorno alla normalità.
Bruxelles ha chiesto a Roma una valutazione del rischio entro 48 ore; il mancato adempimento potrebbe portare a procedure di infrazione. Qualunque sia l’esito legale, il precedente di collegare una crisi migratoria terrestre africana a rotte aeree intra-Schengen potrebbe influenzare le risposte future a improvvisi picchi migratori.
Fonte: Cadena SER