
La Svizzera ha chiesto a Bruxelles una proroga prima di applicare pienamente il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES), allineandosi a Francia, Germania, Italia e altri cinque Paesi Schengen. L’EES – che registra impronte digitali e immagini facciali dei viaggiatori extra-UE e calcola automaticamente il permesso di soggiorno di 90 giorni – è diventato obbligatorio dal 6 settembre 2026, ma diverse capitali hanno avvertito di possibili lunghe code e coincidenze perse se il sistema venisse attivato nei principali snodi di traffico senza ulteriori test. La scorsa settimana, le autorità svizzere hanno comunicato alla Commissione Europea che solo i tre maggiori aeroporti internazionali del Paese (Zurigo, Ginevra e Basilea-Mulhouse) sono attualmente in grado di gestire grandi flussi di passeggeri con i nuovi chioschi biometrici; gli aeroporti secondari e molti valichi terrestri stanno ancora completando infrastrutture e personale. Per evitare congestioni durante la stagione autunnale, ricca di fiere e viaggi d’affari, Berna ha richiesto una “finestra di rinvio” simile a quella concessa ai Paesi vicini. La Commissione dovrebbe accettare il ritardo, nonostante il diritto legale di sospendere l’EES sia scaduto il 6 settembre. Fonti di Bruxelles sottolineano che la priorità è mantenere la “fluidità alle frontiere” garantendo al contempo che i 200 milioni di dati già raccolti continuino a segnalare i soggiorni oltre il limite e a identificare documenti falsificati. La partecipazione della Svizzera è politicamente delicata: in quanto associata Schengen non UE, dipende da flussi passeggeri regolari per tutelare la sua reputazione di hub globale per conferenze, finanza e farmaceutica. Per le multinazionali che ruotano il personale nelle sedi svizzere, la novità è più operativa che legale. I responsabili dei viaggi dovranno continuare a raccogliere dati biometrici in anticipo e prevedere tempi di collegamento più lunghi, ma non dovranno ancora affrontare la procedura completa di impronte e foto a ogni controllo svizzero. Anche le compagnie aeree che gestiscono cambi equipaggio a Zurigo e Ginevra stanno rivedendo i turni per adeguarsi a un’introduzione graduale dell’EES. Ulteriori indicazioni dalla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) sono attese non appena l’UE definirà un nuovo calendario di applicazione.
Fonte: The Guardian
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