
Il Consigliere federale svizzero Elisabeth Baume-Schneider ha partecipato in videoconferenza straordinaria il 4 agosto 2026 a un incontro dei ministri dell’interno dell’UE, convocato dopo che il 30 luglio le guardie di frontiera marocco-spagnole erano state sopraffatte e circa 50.000 persone erano entrate nell’enclave spagnola di Ceuta. Pur non essendo membro dell’UE, la Svizzera è uno Stato associato a Schengen ed è stata quindi invitata alla sessione del cosiddetto ‘Comitato misto Schengen’, insieme a Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Secondo i partecipanti, la riunione, presieduta dall’Irlanda in qualità di detentrice della presidenza di turno del Consiglio UE, si è concentrata su come rafforzare le frontiere esterne del blocco, migliorare la pianificazione delle emergenze e accelerare l’implementazione del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES). La Svizzera ha informato i partner di aver già intensificato il profiling dei rischi negli aeroporti sud-occidentali di Zurigo e Ginevra ed è pronta a schierare fino a 40 ufficiali di collegamento per la migrazione aggiuntivi nei porti spagnoli, se richiesto. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ha annunciato che inizierà anche controlli a campione su alcuni servizi ferroviari provenienti da Francia e Italia come “misura temporanea e proporzionata”. A medio termine, Berna ha sollecitato l’UE ad accelerare le trattative su operazioni congiunte di rimpatrio e su un possibile accordo UE-Marocco di riammissione, dossier a cui i diplomatici svizzeri sono strettamente coinvolti dal 2025. Le autorità svizzere hanno ribadito che ogni riforma deve preservare il principio della libera circolazione all’interno di Schengen. Hanno tuttavia manifestato sostegno a una proposta spagnola di creare una riserva permanente di 3.000 agenti Frontex per la gestione delle crisi, un’idea che richiederebbe l’approvazione parlamentare in Svizzera poiché implica contributi aggiuntivi svizzeri all’agenzia europea per le frontiere. Per le aziende svizzere, l’impatto immediato potrebbe essere una possibile interruzione dei viaggi d’affari sulle rotte che attraversano la frontiera terrestre franco-spagnola e verso Ceuta e Melilla. I responsabili dei viaggi sono invitati a monitorare gli avvisi di viaggio del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e a prevedere tempi supplementari per i controlli d’identità all’interno dell’area Schengen. I team per le missioni internazionali dovrebbero prestare particolare attenzione ai collaboratori non UE che viaggiano senza visto; una possibile reintroduzione dei controlli sistematici alle frontiere interne potrebbe causare soggiorni temporanei irregolari se i passaporti non vengono timbrati all’uscita. Gli analisti osservano che l’incidente sta già alimentando il dibattito politico interno in vista del referendum svizzero del 27 settembre sull’iniziativa “Sicurezza Prima”, che mira a inasprire le regole sull’asilo e prevede la possibilità di sospendere l’associazione a Schengen se le pressioni migratorie diventassero “ingestibili”. Gruppi imprenditoriali come economiesuisse avvertono che una simile mossa danneggerebbe gravemente i settori dell’aviazione, del turismo e delle scienze della vita in Svizzera, tutti dipendenti da una mobilità transfrontaliera senza attriti.
Fonte: Le Monde (English edition)
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Svizzera.Di più da Svizzera
Visualizza tutto
Il Ticino trasferisce tutte le domande di permesso di lavoro online a partire dal 3 agosto 2026
Il traffico aereo dell'aeroporto di Zurigo cresce del 4,5% a luglio, mettendo il principale scalo svizzero sulla strada per superare il record pre-Covid