
Il nuovo programma legislativo del Governo, pubblicato il 17 settembre, include il disegno di legge sulla cittadinanza e nazionalità irlandese (modifica) 2026 tra gli otto provvedimenti di giustizia previsti per la sessione autunnale di 13 settimane dell’Oireachtas. Secondo il riassunto del Law Society Gazette sul calendario approvato dal Gabinetto, la legge riformerà il modo in cui la cittadinanza può essere “acquisita, mantenuta e revocata”. Sebbene il testo completo non sia ancora stato reso pubblico, i funzionari hanno anticipato che le misure principali includeranno: l’estensione del periodo standard di residenza continua per la naturalizzazione da cinque a otto anni; l’introduzione di un test linguistico o civico (con opzioni in irlandese, inglese o lingua dei segni irlandese); una valutazione formale del buon carattere; e il potere per il Ministro della Giustizia di revocare la cittadinanza ottenuta tramite frode entro 20 anni dal conferimento. Il disegno di legge recepirà inoltre la recente giurisprudenza UE su apolidia e doppia cittadinanza. Per i datori di lavoro multinazionali, la proposta ha un impatto significativo. La naturalizzazione rappresenta spesso l’ultimo incentivo per i dirigenti stranieri che valutano offerte tra Dublino e altri hub europei concorrenti. Un’estensione di tre anni potrebbe influenzare i modelli di retention a lungo termine, in particolare per i titolari di permessi per competenze critiche che pianificano i cambi di carriera intorno al quinto anno. Le aziende potrebbero dover ricalibrare i piani di maturazione delle stock option, la pianificazione delle sedi permanenti e i percorsi di successione per adeguarsi a un orizzonte temporale più lungo. I consulenti per l’immigrazione sottolineano che lo status di iter accelerato del disegno di legge potrebbe portare all’approvazione entro fine anno, lasciando poco tempo per consultazioni. Gli stakeholder — dai gruppi del settore tecnologico agli ospedali — stanno preparando osservazioni per chiedere esenzioni o misure transitorie per i lavoratori chiave già presenti in Irlanda. I team HR dovrebbero seguire attentamente le fasi in commissione e prepararsi a comunicare tempistiche e requisiti chiari al personale interessato una volta pubblicato il testo. Se approvate come previsto, le riforme renderebbero il percorso verso la cittadinanza in Irlanda uno dei più lunghi dell’Europa occidentale, influenzando potenzialmente i flussi di talenti intra-UE. D’altro canto, poteri di revoca più chiari e misure anti-frode potrebbero rafforzare la fiducia nei passaporti irlandesi a livello internazionale, un aspetto che alcune multinazionali considerano positivo per la compliance e la gestione del rischio reputazionale.
Fonte: Law Society Gazette
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